Italia
Emergenza scuola, vertice in prefettura Ora nuovi confronti
È stato deciso di avviare un tavolo allargato (il primo a breve) tra enti, istituzioni scolastiche e Osservatorio permanente
Danilo Renzullo
Pisa. Un tavolo tra enti e istituzioni scolastiche aperto anche all'Osservatorio scolastico permanente. Ascolto e dialogo per trovare soluzioni a lunga scadenza all'emergenza aule, la criticità che ha contraddistinto l'avvio dell'anno scolastico di almeno tre istituti superiori cittadini, Dini, Buonarroti e Carducci, sfociata martedì scorso nell'occupazione dello scientifico di via Croce.
Tema approdato ieri anche in prefettura in una riunione durante la quale il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori ha illustrato al prefetto Maria Luisa D'Alessandro e all'assessore comunale Giovanna Bonanno, presente in rappresentanza di Palazzo Gambacorti, l'intenzione di convocare un apposito tavolo allargato agli enti cittadini, alle istituzioni scolastiche e all'Osservatorio scolastico permanente, ovvero il gruppo di genitori, docenti e studenti nato per cercare di individuare possibili soluzioni e fare pressioni sulle istituzioni per far fronte alle numerose criticità degli istituti superiori.
Obiettivo del tavolo è cercare di risolvere attraverso un confronto partecipativo allargato l'annosa questione degli spazi scolastici. «Oltre al lavoro portato avanti dagli uffici provinciali, abbiamo deciso di avviare anche momenti di confronto con le istituzioni scolastiche cittadine e i vari organismi nati spontaneamente - sottolinea Angori -. È infatti indiscutibilmente fondamentale un dialogo attivo, fatto anche di reciproco ascolto delle varie esigenze di tutti gli attori in campo affinché, nel limite delle possibilità dell’ente, sia possibile rintracciare soluzioni per quelli che sono problemi ormai atavici e di natura ultradecennali che riguardano le scuole di Pisa. Per questo motivo sentita anche la prefettura, abbiamo deciso di convocare due momenti di incontro, uno a dicembre e l'altro a febbraio - annuncia Angori -, con la formazione di un tavolo che convocherà la Provincia e aperto al Comune, a tutte le istituzioni cittadine, alle istituzioni scolastiche e a una rappresentanza dell’Osservatorio. Vogliamo in pratica avviare un tavolo allargato per quanto possibile a tutte le istituzioni e a tutti i soggetti interessati alla tematica, in modo da rintracciare nel più breve tempo possibile le soluzioni percorribili e in modo che si possa iniziare una fattiva pianificazione di questa tematica così complessa e multiforme, continuando a perseguire come ente provinciale il nostro obiettivo principale: addivenire a soluzioni strutturali per una situazione che impatta da anni e anni sulle comunità studentesche della città, sulle famiglie e sul personale docente e scolastico».
Il caso occupazione
Prosegue intanto l'occupazione del Dini promossa dagli studenti per contestare la mancanza di aule (dieci) che ha costretto la dirigente scolastica a rivoluzione spazi e orari per assicurare la didattica. «Dall’inizio dell’anno sono venuti al pettine nodi annosi di incuria e di inerzia da parte delle istituzioni competenti, che hanno lasciato trascorrere mesi e mesi nella speranza che le scuole risolvessero i problemi autonomamente, con organizzazioni complicate e faticosissime delle aule e degli orari e con esiti non accettabili», sottolineano i Cobas esprimendo solidarietà agli studenti del Dini.
Solidarietà espressa anche da Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune. «Da anni - evidenzia -, la comunità studentesca aspetta risposte dalle istituzioni, che sono colpevolmente inadempienti e che continuano a proporre soluzioni provvisorie inaccettabili. Il tempo è scaduto: serve un progetto concreto e immediato. Come da tempo segnaliamo, ci sono molti spazi vuoti di proprietà pubblica e inutilizzati in città che potrebbero essere rimessi in sicurezza e utilizzati per garantire alle scuole le aule di cui hanno bisogno».
Aggiunge Auletta: «L’occupazione, come apprendiamo dal comunicato studentesco, domanda una scuola più accessibile e inclusiva non solo in termini materiali: alla richiesta di attivazione della carriera Alias da parte di un ragazzo transessuale, la dirigente scolastica si è opposta per i presunti turbamenti di alcuni docenti. La carriera Alias è già una realtà in molte scuole superiori d’Italia, compreso il Liceo Russoli di Pisa e Cascina: non spetta ai presidi di decidere arbitrariamente se uno studente possa o meno richiedere il riconoscimento dei propri diritti e della propria identità di genere», osserva il consigliere comunale.
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