Italia
Dalla Scuola Normale parte la scuola del futuro
Bianchi al Palazzo della Carovana per l’avvio dei corsi 2021-2022: con il Pnrr fondi e riforme per il sistema educativo
PISA. «La Scuola Normale rappresenta il punto più alto del sistema educativo italiano. Quella stessa Scuola nata per preparare gli insegnanti del futuro e in questo ancora punto di riferimento del Paese e non solo». Nella Sala Azzurra della Normale il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 della Scuola Superiore, disegna la scuola del futuro e traccia la roadmap che, con gli investimenti previsti con il Pnrr e le successive riforme, porteranno a quella che immagina una «scuola inclusiva, aperta e di qualità».
«Il Pnrr rappresenta un’opportunità straordinaria – evidenzia il ministro –. Entro la fine di novembre pubblicheremo i primi bandi per un totale di cinque miliardi di euro che puntano soprattutto ad assicurare strutture moderne, sicure e a impatto zero e poi servizi, come mense e palestre. Partiremo dagli asili nido, che rappresentano le fondamenta di tutto il sistema educativo». Dei cinque miliardi previsti, tre saranno destinati alla costruzione o ristrutturazione di asili nido e scuole d’infanzia, 800 milioni per la realizzazione di nuove scuole, 400 milioni per la costruzione di mense e 300 per nuove palestre, mentre il restante sarà destinato ad investimenti per la messa in sicurezza degli edifici esistenti. «Il Pnrr non sono solo soldi e investimenti, ma anche riforme grazie alle quali riorganizzeremo l’intero sistema annullando diseguaglianze e offrendo nuove opportunità», specifica Bianchi.
Sei i punti chiave del percorso di riforme: Its, istituti professionali, orientamento, reclutamento docenti, scuole di alta formazione e organizzazione delle scuole. «Abbiamo attraversato un lungo periodo convinti che il mondo sarebbe stato gestito dai mercati – prosegue il ministro –. Il Covid ci ha fatto capire che invece non è cosi, facendoci riscoprire l’importanza dei beni pubblici globali: salute, ambiente ed educazione. Da quest’ultima dipendono anche le altre due e dall’educazione e dal sistema scolastico dipendono anche la ricostruzione del Paese e di questo mondo lacerato».
L’intervento del ministro è stato preceduto da quelli del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha evidenziato il ruolo della Normale come «eccellenza universitaria per quello che ha significato nella storia, per quello che rappresenta oggi e per quello che rappresenterà nel futuro», e del sindaco Michele Conti. «Il governo e tutte le istituzioni, compresi gli enti locali, sono impegnati nella grande sfida di impiegare bene e velocemente le risorse del Pnrr – sottolinea il primo cittadino –. Pisa può giocare un ruolo importante in questa partita disponendo di eccellenze nell’alta formazione che non si trovano in una condizione di isolamento perché la città e la provincia sono costellate di istituti superiori di primo e secondo grado che, insieme alle scuole primarie e agli asili, rappresentano l’intera filiera della formazione delle giovani generazioni. E su di loro abbiamo il dovere di investire».
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