Aggrediti e imprigionati dai militari congolesi mentre erano a mensa
pisa. Era l’11 novembre 1961: due velivoli da trasporto dell’Aeronautica militare, due “Vagoni volanti” C-119 della 46esima Brigata Aerea di Pisa assegnati al contingente delle Nazioni Unite in Congo, atterrano all’aeroporto di Kindu, non lontano dal confine con il Katanga, la regione dalla quale è dilagata la sanguinosa guerra civile che minaccia la giovane repubblica africana, proclamata appena il 30 giugno 1960. I due aeroplani trasportano rifornimenti per i “caschi blu” malesi della guarnigione di Kindu. Terminate le operazioni di scarico dei due C-119, i tredici uomini (due equipaggi completi più un ufficiale medico) escono dall’aeroporto andare a mensa. Stanno ancora pranzando quando vengono sorpresi da militari congolesi ammutinatisi. Nell’aggressione uno degli ufficiali viene ucciso, gli altri sono trascinati nella prigione della città. Lì saranno brutalmente trucidati.
Ecco i loro nomi: maggiore pilota Amedeo Parmeggiani; sottotenente pilota Onorio De Luca; tenente medico Paolo Remotti; maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani; sergente maggiore montatore Silvestro Possenti; sergente elettromeccanico Martano Marcacci; sergente marconista Francesco Paga; capitano pilota Giorgio Gonelli; sottotenente pilota Giulio Garbati; maresciallo motorista Filippo Di Giovanni; sergente maggiore Nicola Stigliani; sergente maggiore Armando Fabi; sergente marconista Antonio Mamone.
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