Il Tirreno

Pisa

accordo con la camera di commercio 

I notai diventano “arbitri”delle liti tra società

Sara Venchiarutti
I notai diventano “arbitri”delle liti tra società

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pisa. Una collaborazione tra Camera di commercio e Consiglio notarile di Pisa per incentivare la risoluzione delle controversie di natura societaria senza affollare le aule dei Tribunali. Buona pratica, questa, che in molti casi consente alle imprese di risparmiare tempo e denaro, evitando processi spesso lunghi e incerti grazie al ricorso alla mediazione e all’arbitrato.

«Si tratta di due strumenti – sottolinea il commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini – che accorciano notevolmente i tempi di risposta della giustizia».

Per questo i due enti hanno sottoscritto un accordo triennale, presentato ieri mattina in Camera di Commercio, con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di sistemi alternativi anche qualora non sia obbligatorio. Da un lato il ricorso ad un mediatore qualificato per gestire una “conciliazione” societaria al di fuori dei tribunali in una logica che consente a entrambe le parti di ottenere dei vantaggi dall’accordo raggiunto. Dall’altro l’arbitrato, in cui un professionista indipendente e neutrale rispetto alle parti decide chi ha ragione e chi torto producendo un provvedimento che ha gli stessi effetti della sentenza emanata da un giudice ordinario. Tutto a vantaggio delle imprese della provincia pisana. «Qualche notaio è già iscritto come mediatore o arbitro presso le nostre liste accreditate, ma l’auspicio e l’impegno dell’accordo – spiega Tamburini – consiste nel rendere più ampia possibile la loro partecipazione a queste attività. C’è anche l’intento di organizzare percorsi formativi per la preparazione e l’aggiornamento sulle tecniche di gestione delle mediazioni. D’altro canto questo accordo fa sì che anche gli stessi notai suggeriscano di inserire le soluzioni della mediazione e dell’arbitrato già all’interno dello statuto aziendale». Un ruolo sposato con entusiasmo dalla controparte, come sottolinea Claudio Calderoni, notaio presidente del Consiglio notarile di Pisa: «Il notaio si colloca a metà tra il libero professionista e il pubblico ufficiale. In entrambi i casi è comunque imparziale tra le parti. L’attività di mediazione è intrinseca al ruolo notarile, che in ogni caso alla fine deve autenticare l’atto conclusivo dell’accordo di conciliazione. La Camera di Commercio recepisce il nostro contributo nello sviluppo della cultura della mediazione, mentre noi “raccogliamo” la predisposizione ad accettare i notai come arbitri».

Sara Venchiarutti

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