Pannello caduto in Fi-Pi-Li gli imputati davanti al giudice
pisa. Slitta di nuovo l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per sei persone, tre funzionari della Città Metropolitana di Firenze e tre dell’Avr, sulla caduta di un pannello in Fi-Pi-Li.
L’ipotesi di reato è crollo di costruzioni nella fattispecie colposa. Ieri mattina il gup Giuseppe Laghezza ha disposto una nuova udienza per il prossimo anno dopo i rilievi formulati dai legali dei tre funzionari della Città Metropolitana circa la loro posizione di garanzia rispetto al fatto. I difensori hanno prospettato al giudice la valutazione del ruolo degli indagati sotto una luce diversa, quella di ente come parte lesa.
Il sostituto procuratore Flavia Alemi ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone. La caduta del pannello vicino a Cascina sembrò quasi un richiamo del destino sulla sicurezza stradale dopo la tragedia del ponte Morandi avvenuta a Genova qualche giorno prima.
Era il pomeriggio del 22 agosto 2018 quando sulla superstrada in direzione del capoluogo fiorentino a ridosso dello svincolo per Livorno accadde quello che per la Procura fu l’epilogo di una sequela di mancanze. Se ci furono anche negligenze lo dirà eventualmente un processo. Nel crollo non ci furono feriti.
Una frenata tempestiva e l’ostacolo piovuto dall’alto fu evitato senza che nessuno si facesse male. Rubricata come l’ennesima dannazione della Fi-Pi-Li, la caduta della segnaletica è diventata un’inchiesta. I sei rispondono della responsabilità oggettiva in un episodio che mette al centro dei controlli della magistratura la presunta assenza di manutenzione.
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