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Pisa

le richieste a Mattarella 

Gli studenti dell’Ateneo: più spazi e meno costi

Danilo Renzullo
Gli studenti dell’Ateneo: più spazi e meno costi

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PISA. Spazi adeguati, investimenti, interventi per calmierare il caro-affitti. Ha celebrato il ritorno in aula, quelle che la pandemia ha reso off-limits per oltre un anno e mezzo, ma non si è limitata a un mero festeggiamento di una ripresa in presenza delle attività universitarie. La comunità studentesca ha posto sul futuro dell’Ateneo pisano e del sistema universitario italiano una serie di rivendicazioni per limitare le disparità che l’emergenza sanitaria ha ampliato e amplificato.

Attraverso un loro rappresentante, Giovanni Passalacqua, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del 678º anno accademico dell’Università di Pisa che si è svolta lunedì scorso alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della ministra dell’Università e delle Ricerca Maria Cristina Messa, ha sviscerato le vecchie e nuove criticità che la comunità studentesca vive chiedendo interventi risolutivi. «Per rendere accessibile a chiunque l’Università non è sufficiente adottare turnazioni e distanziamenti al fine di ovviare alla mancanza di aule, perché sono decenni che l’Università non dispone di spazi adeguati: basti pensare a quando seguivamo le lezioni sedendoci a terra e ai tanti corsi in cui è stato istituito il numero chiuso per mancanza di strutture – sottolinea il rappresentante degli studenti –. È necessario poi che la componente studentesca non sia sottoposta al ricatto: risparmiare o seguire? Da due anni a Pisa non viene rinnovata la convenzione trasporti urbani per la popolazione studentesca ed è l’unica città universitaria i cui canoni di locazione durante la pandemia sono addirittura aumentati. Analogamente, a livello nazionale, la contribuzione universitaria continua ad essere tra le più alte d’Europa e continua ad esistere la figura dell’idoneo non beneficiario, ovvero chi pur avendone diritto non riceve una borsa di studio e un posto alloggio per insufficienza di fondi. Se veramente riconosciamo il valore fondamentale dell’Università in presenza, come possiamo pensare che a seguito di una crisi economica dalla portata devastante le famiglie siano in grado di sostenere questi costi, già proibitivi prima della pandemia?».

«Oggi più che mai è necessario superare le logiche competitive – conclude Passalacqua – puntando ad un’Università pubblica, gratuita, inclusiva e di massa, per riconoscere l’importanza fondamentale della cultura, che soltanto attraverso la formazione accademica può essere diffusa all’intera società».

Danilo Renzullo

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