Il Tirreno

Pisa

Trasparenza e merito, le dieci domande al rettore Mancarella

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pisa. Una lettera con dieci domande a rivolte al rettore Paolo Mancarella. Le ha spedite via Pec il blog “Trasparenza e merito”, faro costante su quello che succede negli atenei a livello di concorsi e dintorni.

Eccole, in estrema sintesi.

1) «Durante il suo mandato l’ateneo si è sentito libero di disattendere l’applicazione di sentenze, costringendo i candidati a nuovi, estenuanti ricorsi. Lei crede che un Ateneo possa comportarsi diversamente da un comune cittadino?»

2) «Secondo il regolamento dell’Università per l’espletamento dei concorsi universitari è permesso di eludere le valutazioni comparative di merito che hanno individuato il candidato più qualificato mediante una graduatoria, e si lascia libero l’Ateneo di scegliere chi chiamare senza tener conto della indicazione fornita dalla commissione. Perché bandire un concorso con spreco di denaro pubblico quando esso diventa una farsa e decide tutto il Dipartimento?»

3) «Come può accettare il rettore che gli illegittimi vincitori di un concorso oggetto di ricorso e censurati nelle sentenze sono poi stati, in breve tempo, sempre promossi a “ruolo superiore”?»

4) «Come crede il rettore di aver tutelato quei candidati più meritevoli che hanno avuto il coraggio di denunciare irregolarità commesse durante i concorsi, ottenendo ragione dai tribunali, se è vero che in una intervista al Tirreno lei stesso ha dichiarato “se emergeranno nuove irregolarità ci comporteremo annullando i concorsi”?»

5) «Come commenta il rettore il fatto che un Tribunale, per la prima volta, dopo innumerevoli elusioni di sentenze, abbia deciso di sostituirsi ad un Dipartimento imponendo il vincitore e definendo proprio il rettore “Commissario ad acta perché provveda come longa manus del Tribunale …” ?

6) «Ha verificato il rettore per quale motivo la commissione etica non si esprime mai nel merito delle cause sollevate e perché anche dopo la conclusione della vicenda continua a non prendere posizione condannando l’accaduto?»

7) «Come giustifica il rettore che i candidati ai concorsi per personale docente possano arrivare a votare l’elezione dei commissari delle commissioni che li vedrà giudicati?»

8) «Come mai l’Università di Pisa continua a non sorteggiare realmente i commissari a differenza di quanto indicato dall'Autorità Nazionale Anti Corruzione?»

9) «Come mai il rettore non ha preso pubblica posizione contro un metodo eticamente scorretto e anti-meritocratico in uso a Pisa dove è consentito che un commissario di concorso valuti un candidato che possiede pubblicazioni in comune a testimonianza di una collaborazione non sporadica?»

10) «Come mai, nonostante l’indirizzo dell’Anac che specifica come “L’incarico di commissario in un concorso locale debba essere limitato a due procedure all’anno...” ci risulta che all’Università di Pisa continuino a esserci numerosi casi di commissari che sforano questa limitazione?»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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