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Pisa

Il futuro disegnato alla villa del Gombo

Francesco Loi
Il futuro disegnato alla villa del Gombo

Mattarella rende omaggio all’edificio restaurato: diventerà sede per convegni di alto livello, specialmente rivolti ai giovani

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Francesco Loi

PISA. Prima arriva un corazziere. Poi altri due. Si piazzano agli ingressi. È il segnale che sta arrivando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’auto blu lo conduce fin sotto la scalinata del grande chalet. Il suo primo atto a San Rossore è un omaggio alla villa del Gombo, un rapido giro dentro l’edificio restaurato. Il suo predecessore Giovanni Gronchi era stato il primo a valorizzare lo chalet dentro la Tenuta di San Rossore, a pochi metri dalla spiaggia, dopo i Lorena e soprattutto i Savoia.

«Vedere la villa del Gombo così piena di giovani, impegnati su progetti così importanti, è una splendida realtà. In fondo c’è una logica nel fatto che sia collocata qui, in un parco naturale di grande fascino. Un ambiente che per i giovani, ma così dovrebbe essere anche per gli adulti, evoca rispetto ambientale, economia circolare, sollecitazione alla transizione ecologica fatta nei termini più responsabili che la realtà richiede», le frasi pronunciate da Mattarella nella tensostruttura allestita a fianco della villa, fulcro dei lavori della giornata a San Rossore.

Ottanta ragazzi, tra 18 e 40 anni, si sono confrontati ieri al Gombo tutto il giorno per raccogliere le loro idee in un progetto concreto sulle politiche culturali da sottoporre alla Regione, che ha organizzato questa iniziativa nei dieci anni del progetto GiovaniSì per rendere i giovani protagonisti. Otto ore di lavoro per un progetto che possa avere gambe, in una giornata d’autunno baciata dal sole. Il consigliere per l’innovazione e le politiche giovanili di Giani, Bernard Dika, si rivolge ai giovani dalla scalinata che porta all’interno dell’edificio. «Non è mai facile – dice – innovare i processi interni. Ma dipende anche da noi». Ricorda, con un brivido lungo la schiena, le leggi razziali che Vittorio Emanuele III firmò nei boschi di San Rossore nel 1938, proprio lì dove la Toscana ha voluto incontrare i giovani.

La partenza dei lavori alle 10 di mattina, quando Mattarella è ancora in città tra Sapienza e Cus. Per fare gruppo e ridurre l’effetto “branco” si usano anche tecniche teatrali di affiatamento. Ancora qualche minuto e poi tutti dentro la tensostruttura. Ne uscirà un report collettivo che sarà inviato a tutti i partecipanti che provvederanno quindi a validarlo nei prossimi giorni. Dopo l’ok, l’amministrazione regionale avrà a disposizione una proposta concreta per pensare la Toscana della cultura nel 2030.

Davanti a Mattarella, a fare gli onori di casa è il presidente della Regione, Eugenio Giani: «Grazie presidente di essere qui, San Rossore è casa sua e da qui possono partire le idee dei giovani. “Siete Presente”, l’iniziativa in occasione dei dieci anni del progetto regionale GiovaniSì, rappresenta una grande sfida e la possiamo affrontare andando avanti senza lasciare nessuno indietro, rendendo protagoniste le nuove generazioni. I giovani – ha proseguito – sono il nostro futuro, ma devono avere anche un luogo nel presente e questo luogo non poteva che essere la cilla del Gombo, un luogo simbolico per tutta la Toscana recentemente ristrutturato».

I lavori di restauro si sono conclusi nei giorni scorsi. Un investimento di 450mila euro per la rinascita di uno degli edifici più iconici del parco. Un anno fa, i primi interventi avevano riguardato l’adeguamento degli impianti termici, idrici e di climatizzazione, il restauro dei tetti con l’impermeabilizzazione, valorizzando l’impianto fotovoltaico esistente. A seguire sono state restaurate le superfici in muratura, le travi in acciaio e tutti i paramenti lignei. All’interno è stata effettuata la manutenzione del parquet e dei tendaggi, mentre all’esterno è stato risistemato il giardino e sono stati installati nuovi cancelli in legno. Nella palazzina di servizio sono tornate in funzione le cucine, mentre nell’edificio del questore gli alloggi sono stati recuperati come foresteria.

L’obiettivo è farne un edificio unico di respiro internazionale, sede per convegni e congressi di alto livello, specialmente rivolti ai giovani. Con la “benedizione” del presidente della Repubblica.

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