Il Tirreno

Pisa

90 anni dal segnale lanciato a rio 

La città rende omaggio al “suo” Marconi «Genio dell’innovazione»

Sara Venchiarutti
La città rende omaggio al “suo” Marconi «Genio dell’innovazione»

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PISA. Nel 1902 l’incrociatore “Carlo Alberto” transitò lungo la costa pisana. A bordo Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica e figura fondamentale per lo sviluppo delle telecomunicazioni. Guardando dal mare, tra Pisa e Livorno si estende una zona piuttosto paludosa, chiamata Coltano. Qui, decise lo scienziato e inventore, «si costruirà una potente stazione radiofonica intercontinentale».

E infatti nel 1911 si tenne l’inaugurazione ufficiale di un luogo capace già all’inizio del secolo di collegare il mondo da un capo all’altro. Coltano e Rio De Janeiro, per esempio. Dove, il 12 ottobre 1931, la statua brasiliana del Cristo Redentore si accese in un attimo (per la sua inaugurazione) grazie al segnale partito proprio dai potenti trasmettitori di Coltano. Stazione che, dopo varie vicissitudini, è ora in uno stato di degrado e abbandono.

«Coltano è un tassello fondamentale di Pisa città della scienza. Per favorire un percorso di recupero come amministrazione comunale abbiamo messo a disposizione un milione di euro nell’ultima variazione di bilancio. Con l’intento di attrarre altri partner nazionali e internazionali per poterne fare un luogo della memoria e sede di start up nel settore delle telecomunicazioni», ha dichiarato il sindaco Michele Conti durante la conferenza “Un mondo nuovamente connesso. Una storia che continua”, organizzata per i 90 anni dall’accensione del Cristo Redentore (celebrati anche a Rio de Janeiro) da Comune di Pisa, Marconi Labs di Coltano, Fondazione Guglielmo Marconi, Ego-Osservatorio gravitazione europeo, Internet Society (sezione italiana) e Museo della Grafica. Un vero e proprio omaggio al genio di Marconi.

«Quando fu costruita, quella di Coltano era la stazione dei record», racconta Fabio Cosci, presidente del Marconi Labs di Coltano. «Intanto fu la prima stazione radiotelegrafica intercontinentale (in seguito radiofonica) d’Italia, considerata tra le più potenti al mondo per diverso tempo. Poi con la prima trasmissione a Glace Bay, a 5.360 chilometri, stabilì il nuovo record di distanza per le trasmissioni “wireless”». Subito dopo la stazione passò in consegna alla Marina Militare per poi conoscere varie vicissitudini, cessando già dagli anni Venti il suo ruolo attivo. Da servizio di posta per il transito di navi mercantili a magazzino, da abitazioni a sala cinematografica e aule scolastiche.

Alla base però resta sempre la figura di Marconi, scienziato, inventore e anche imprenditore con la sua “Wireless Telegraph Company”. «Marconi aveva la capacità e il coraggio di andare oltre lo stato dell’arte», dice Giovanni Corazza, presidente della Fondazione Marconi. «Il fatto di aver lanciato imprese che hanno conquistato il mondo lo distingue da tutti gli altri scienziati che stavano lavorando alla radio. Marconi capì il valore di quell’innovazione. Dimostrò che gli ostacoli si superano e andò così alla conquista della distanza». E dalle radiocomunicazioni senza fili si arriva al mondo sempre più connesso di oggi. Una storia che continua con Internet, ha ricordato il presidente onorario di Isoc (Internet Society) Italia, Stefano Trumpy. Fino all’esplorazione della galassia e al sogno di una comunicazione capace di abbracciare l’intero universo delineati dal direttore di Ego, Stavros Katsanevas. Alla fine si tratta di cambiare, come ha fatto Marconi, un immaginario, sottolinea il direttore del Museo della Grafica, Alessandro Tosi. E intanto Pisa, conclude il sindaco, «si riconferma città della scienza».

Sara Venchiarutti

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