Il Tirreno

Pisa

in piazza dei cavalieri 

Banchi e merce danneggiata al mercatino dell’antiquariato

Banchi e merce danneggiata al mercatino dell’antiquariato

Confesercenti: episodio senza precedenti che deve far riflettere sulla sicurezza in centro

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Due banchi del tradizionale mercato dell’antiquariato, con la loro merce, gravemente danneggiati nella notte tra sabato e domenica in piazza dei Cavalieri. Un atto vandalico in uno dei luoghi della movida che troppo spesso si trasforma in malamovida.

«Un episodio che non ha precedenti e che deve far riflettere tutti sullo stato della sicurezza in città ed in particolare in centro storico». Nuovo allarme di Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile area pisana Simone Romoli, dopo l’episodio che ha visto nel mirino le attività ambulanti del mercato dell’antiquariato che si svolge tradizionalmente in piazza dei Cavalieri e nelle strade adiacenti.

«Purtroppo ne avevamo già viste tante, molto spesso con attività commerciali nel mirino dei soliti ignoti – dice ancora Romoli –. Mai però a subire danni pesanti erano stati gli operatori del mercato dell’antiquariato di piazza Cavalieri, zona già tristemente nota per le degenerazioni della malamovida e per l’abusivismo commerciale. Proprio per questo, a nostro avviso, doveva essere vigilata con maggiore attenzione e soprattutto con un’azione mirata».

Un’azione che, secondo Confesercenti Toscana Nord, «deve concretizzarsi con un controllo più capillare del territorio e in particolare di quelle cosiddette aree sensibili per le quali occorrono presidi permanenti ed operativi. Pensiamo a piazza Manin, con il recente blitz contro le bancarelle, anche in questo caso con un numero di attività colpite contemporaneamente mai raggiunto in passato, fino a piazza dei Cavalieri. A maggior ragione in questo fine settimana in cui erano presenti i banchi del mercato dell’antiquariato».

Il responsabile area pisana dell’associazione chiede quindi a gran voce controlli capillari di alcune zone «con presidi attivi soprattutto nelle ore notturne. Le zone a rischio sono purtroppo note e quindi crediamo sia facile organizzare azioni mirate per evitare che proprio queste zone siano considerate terra di nessuno. In questi giorni assistiamo ad un’estensione del sistema di videosorveglianza in città. Su questo intervento la nostra posizione è sempre stata chiara e non cambia certo a seconda del vento».

«La videosorveglianza è un mezzo molto efficace – conclude Romoli – per la fase dell’azione investigativa e per colpire i colpevoli. I fatti, anche quelli recenti, dimostrano però che ha effetti molto limitati sulla prevenzione. Chi vuole delinquere ci sembra che non sia spaventato della presenza o meno di una telecamera. Quindi la videosorveglianza da sola non basta per arginare l’emergenza sicurezza in città. Ci vogliono gli uomini in strada ed una copertura capillare e soprattutto prolungata del territorio, partendo da quelle aree sensibili da tutti conosciute».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani