Il Tirreno

Pisa

la protesta 

«Panchine dimora degli sbandati, ora abbiamo davvero paura»

Roberta Galli
«Panchine dimora degli sbandati, ora abbiamo davvero paura»

La denuncia di alcuni commercianti di Borgo Largo: stiamo perdendo clienti, o le tolgono oppure si interviene

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PISA. «Occorrono controlli mirati o, in alternativa, togliere quanto prima quelle panchine, così non è più possibile andare avanti». A parlare sono tre commercianti di via Oberdan, ovvero Borgo Largo. Da alcune settimane davanti ai loro negozi stazionano persone senza casa e sbandati che trasformano le panchine di Borgo Largo, il salotto buono della città, in un bivacco a cielo aperto, giorno e notte.

Urla, schiamazzi, offese varie e un fiume di alcool da inebriare le menti di chi ne fa uso e da impaurire, indirettamente, con i loro gesti e le loro frasi, i clienti e i titolari stessi delle attività, ormai esasperati da una situazione fotocopia che va avanti dal 27 settembre.

L’altra sera, l’ennesimo episodio (un paio di sbandati, ormai ben noti ai residenti della zona, con un trolley in mano e più di una bottiglia di vino seduti in bella mostra sulle panchine ad offendere i passanti) ha fatto traboccare il vaso.

A denunciare l’accaduto sono Nicoletta Spadi, titolare di FlorArte, Renato Giannini della tabaccheria del Borgo e Mariella Manzi dell’omonima gelateria.

Giannini ieri mattina si è rivolto anche agli assessori Pesciatini e Bonanno, inviando loro una mail. I tre commercianti chiedono a gran voce controlli «per porre fine a una situazione ormai fuori controllo a qualsiasi ora del giorno e della notte o in alternativa rimuovere quelle sedute».

«Non nego di avere paura – dice Spadi –, io gestisco la mia attività di fiori e piante da sola e la sera spesso e volentieri chiudo il negozio dopo le 20 e quando esco sono molto tesa e preoccupata. Queste persone ubriache stanno lì, infastidiscono i passanti e io, che devo tornare a casa da sola, ho paura di una loro reazione. Alcuni giorni fa uno di loro è entrato nel mio negozio, voleva qualcosa, era molesto e sempre da sola ho dovuto fronteggiare un episodio veramente sgradevole». Anche Manzi è esasperata. Per colpa di questo gruppetto di sbandanti ed ubriachi, la sua gelateria, nel pomeriggio, ha perso diversi clienti, soprattutto mamme e bambini. «E come non dar loro torto – dice Manzi –. Vengono a prendere un gelato e si ritrovano davanti uno spettacolo poco edificante. Le panchine sono di fatto proprietà di un gruppetto di persone dedite all’alcool e avvicinarsi in zona con i più piccoli non è certo il luogo più sicuro».

I commercianti in questi giorni hanno chiesto più di un intervento, ma è non semplice gestire una situazione così delicata. «Queste persone arrivano sulle panchine di via Oberdan già dalla mattina presto – racconta Giannini –, hanno sicuramente bisogno di aiuto. Stazionano qui per ore. La notte li ho visti cercare un giaciglio di fortuna sotto i portici di Borgo Stretto. Mi rendo conto che si tratta di un’emergenza sociale, ma anche noi dobbiamo lavorare in tranquillità e la loro presenza non è compatibile con un luogo come Borgo Largo. Io ho un distributore automatico di sigarette in funzione quando chiudo l’attività. Ebbene, la sera da me non viene più nessuno a far rifornimento di tabacchi per paura di brutti incontri. Ora mi chiedo: è possibile andare avanti in questo modo?».

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