Il Tirreno

Pisa

«Mi piacerebbe poter riaprire l’attività cara a mio padre»

R.G.
«Mi piacerebbe poter riaprire l’attività cara a mio padre»

Lo chalet ha chiuso i battenti il 24 novembre dell’anno scorso «Per 20 anni quel locale è stato la mia casa, lì sono custoditi tutti i miei ricordi»

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pisa. «A me piacerebbe riaprire il Salvini, e sapere che un gruppo di cittadini si sta interessando, grazie a una raccolta di firme, alle sorti del bar della mia famiglia, mi fa onorgoglire».

A parlare è Emiliano, uno dei figli di Roberto Salvini, l’ultimo titolare dello storico bar sul viale della Piagge. Lo chalet, punto di ritrovo di generazioni di pisani, ha chiuso i battenti il 24 novembre dello scorso anno. «Da quel giorno – racconta Emiliano – con la scomparsa improvvisa di babbo abbiamo cessato ogni tipo di attività, ma la speranza di poter ricominciare, almeno per me, non è mai venuta meno. Io ho lavorato a fianco di mio padre, in quel locale, per vent’anni. Il Salvini è stata la mia casa, un luogo pieno di ricordi e quando mi trovo a passare di lì, vedere la sua struttura così deteriorata per me è una grande ferita, un colpo al cuore. Vorrei tanto rivedere le luci accese e i tanti clienti che ogni mattina animavano il nostro salone. Nei mesi scorsi ho presentato domanda alla Regione Toscana per ottenere a mio nome la voltura della concessione, in quanto il locale si trova ubicato in riva all’Arno su un terreno demaniale, ma al momento non ho ottenuto alcuna risposta. Ripeto, i problemi ci sono, e ci sono stati, ma il mio sogno è quello di poter tornare quanto prima alla guida del mio locale».

Un bar storico, il Salvini, al quale sono legati tantissimi ricordi. In occasione del suo cinquantesimo anniversario, era il 2007, altri due pisani conosciuti, Davide Guadagni, tra i firmatari della petizione, e lo storico docente universitario Michele Battini pubblicarono il libro “Come due treni in corsa”, una raccolta di aneddoti ed episodi legati a quel bar, ritrovo di tante serate estive, ma anche invernali nella bella stagione, grazie alla sua terrazza immensa nel verde. «Io sono cresciuto al Salvini – afferma Davide Guadagni – quello chalet sull'Arno è stato per me non solo un bar, ma ha da sempre rappresentato un luogo carico di ricordi. Dentro quelle mura ci sono la mia adolescenza, la famiglia Salvini che ho sempre visto dietro al bancone e la storia di una comunità». Non a caso, sempre Davide Guadagni, volle dedicare a questo chalet una canzone, musicata dall'ex duo pisano “I Gatti Mézzi". Il titolo del brano era “Dar Sarvini”, scritto in dialetto pisano. Un omaggio lungo cinquant’anni a questo locale pubblico, ma allo stesso tempo patrimonio di tutta la città.

R.G.

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