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Le difese di tre imputati chiedono assoluzione o non luogo a procedere
pisa. Una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste è stata invocata ieri mattina dall’avvocato Barbara Druda per l’imputato Salvatore Romondia, l’ex maggiore della Folgore accusato di favoreggiamento nel processo per la morte del parà Emanuele Scieri (al centro nella foto con padre e fratello). Romondia viene giudicato davanti al gup Pietro Murano (pm Sisto Restuccia) con il rito abbreviato. Una sentenza di non doversi procedere è stata chiesta anche dai legali di Alessandro Panella e Luigi Zabara, i due ex caporali accusati di omicidio volontario aggravato in concorso, gli avvocati Andrea Cariello e Mariateresa Schettini e Andrea Di Giuliomaria. Per la Procura entrambi con Andrea Antico (chiesti 18 anni di pena) inflissero a Scieri il 13 agosto 1999 atti di nonnismo in caserma degenerati nel decesso della recluta. Prossima udienza l’11 ottobre con la discussione dell’abbreviato del generale in pensione Enrico Celentano, accusato di favoreggiamento.
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