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La cerimonia 

Navarretta: «La parità non c’è e il Covid ha esasperato tutto»

Roberta Galli
Navarretta: «La parità non c’è e il Covid ha esasperato tutto»

Consegnato il premio Pisa Donna alla giurista nominata giudice costituzionale Per il 2020, dato alla memoria di Ebru Timtik e a Nasrin Sotoudeh (in carcere) 

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Roberta Galli

PISA. Un premio dedicato ai diritti delle donne, purtroppo, in molte parti del mondo, ancora negati. Il “Pisa Donna” quest’anno si è fatto in due, per recuperare l’edizione del 2020 saltata a causa del Covid, la cui cerimonia, ieri mattina, sotto le Logge di Banchi, ha visto la premiazione simbolica di due donne, paladine dei diritti negati.

Il Premio "Pisa Donna 2020" è stato assegnato a Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniano, ancora detenuta nelle carceri in Iran (deve scontare un pena di 28 anni per la sua attività professionale in difesa delle donne) che tramite un’attivista è riuscita a far giungere fino a Pisa un messaggio di ringraziamento, e alla memoria di Ebru Timtik, avvocata e attivista turca per i diritti umani, morta il 28 agosto 2020, dopo 238 giorni di sciopero della fame, per testimoniare la necessità di un giusto processo nel suo Paese e per la difesa dei diritti umani, civili e delle donne.

Mentre il Premio “Pisa Donna 2021” è stato assegnato alla professoressa Emanuela Navarretta, giurista ed accademica italiana, nominata il 9 settembre 2020 giudice della Corte Costituzionale. A promuovere ancora una volta l’evento il Comune di Pisa, con il Consiglio cittadino per le pari opportunità, coordinato dalla presidente Silvia Silvestri, e l’assessore alle pari opportunità, nonché vicesindaco, Raffaella Bonsangue. «C’è un filo rosso che lega le storie personali e professionali delle donne alle quali abbiamo deciso di assegnare il Premio Pisa Donna 2020 e 2021 – ha detto Silvia Silvestri – : il diritto e la giustizia. Sono donne accomunate da una medesima scelta di studi, una scelta professionale che è scelta di vita: lo studio del diritto, la sua applicazione concreta, la ricerca della giustizia, che diventa rivendicazioni e difesa di diritti. Tre donne così simili tra di loro nel percorso di studi e di professione, ma così tragicamente diverse nelle loro vite. Ebru Timtik e Nasrin Sotoudeh rappresentano le vittime dei diritti e della giustizia negati, violati, calpestati: testimoniano che ci sono ancora tante, troppe parti del mondo in cui ci sono diritti talmente tanto negati che il solo rivendicarli si paga ancora con la privazione della libertà e della vita. La professoressa Navarretta che oggi siede nell’assise della Corte Costituzionale che nell’ordinamento italiano è il massimo organo di garanzia costituzionale, come donna, come accademica e come giurista, testimonia invece i valori della libertà e dell’uguaglianza, perno della nostra società, valori fondanti e preziosi, che forse noi sentiamo come scontati e normali ma che per troppi uomini e donne non lo sono, e che non dobbiamo mai dimenticare di difendere e proteggere». Soddisfazione per il Premio è stata espressa anche dalla vice sindaco Raffaella Bonsangue: «Oggi celebriamo ancora una volta – ha detto Bonsangue – i diritti delle donne e i diritti negati. E la scelta presa è molto significativa in difesa della libertà di ognuno di noi».

Sul significato del premio si è soffermata anche la professoressa Navarretta. «Questo premio è importante – ha detto Navarretta– perché valori fondamentali come quello della parità non sono ancora arrivati ad una effettività reale e la crisi legata al Covid ha esasperato queste problematiche e lo vediamo con il problema dei femminicidi. Penso quindi sia molto importante il segnale dato dal Comune di Pisa di premiare due eroine come Nasrin e Ebru».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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