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Un presidio contro la povertà nell’ex chiesa di San Tommaso

Roberta Galli
Un presidio contro la povertà nell’ex chiesa di San Tommaso

Appello alla riapertura da parte dell’omonima associazione di volontariato Domani la presentazione del libro sulla storia dell’edificio religioso

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Roberta Galli

pisa. «Perché non recuperare l’antica chiesa di San Tommaso in Ponte e convertirla ad usi sociali, in particolare nell’ambito di un aiuto verso le nuove povertà, parlo di emarginazione e fragilità?».

È questo l’appello lanciato da Paolo Donati, presidente dell’associazione di volontariato San Tommaso in Ponte. Un’idea, quella di riaprire le porte di questa piccola chiesa, legata alla storia di Pisa, in via San Tommaso, per ridarle un ruolo sociale, portato avanti da alcuni mesi dal sodalizio.

«La chiesa – afferma Donati – è chiusa da tempo. Al suo interno non vengono più celebrate messe, ma quegli spazi con l’aiuto di tutti, dopo lavori importanti di ristrutturazione, potrebbero essere messi a disposizione della comunità pisana per far fronte ai nuovi bisogni sociali, soprattutto nell'ambito della povertà educativa e dell'emarginazione. Io penso alla realizzazione lì di un servizio gratuito di dopo-scuola per bambini e ragazzi meno fortunati».

La chiesa di San Tommaso, un piccolo gioiello architettonico del cuore della vecchia Pisa, ha un significato importante per la città: è l’unica testimonianza delle sei chiese indicate con il toponimo “Ponte” nella “civitas” precomunale che si stendeva tra due fiumi, l’Arno e il Serchio. Dal 1610 fu legata al grande edificio del monastero delle Convertite, fondato dalla granduchessa Cristina di Lorena, poi con la soppressione del monastero la chiesa fu affidata agli Ospedali Riuniti di Pisa e, dopo alterne vicende, divenne dal 1915 per molti decenni centro religioso dell’istituto salesiano Maria Ausiliatrice.

«Una storia, quella di San Tommaso in Ponte, decisamente significativa – continua Donati – che merita di essere riportata alla luce, e allo stesso tempo pensare a un progetto di riconversione che possa essere utile all'intera comunità».

Ed è proprio a questa piccola chiesa che è dedicato il libro “San Tommaso in Ponte – Microstoria di una chiesa pisana 1160-2021”, edizioni Ets, frutto del lavoro di ricerca della storica Lucia Frattarelli Fischer, membro dell’associazione, con l’introduzione curata da Salvatore Settis che dell’associazione è vicepresidente. Un libro che ripercorre la ricostruzione della vita della chiesa intimamente connessa con quella del monastero delle Convertite, oggi collegio femminile universitario Figlie di Maria Ausiliatrice, e del contesto architettonico e sociale che giunge fino alla chiesa di San Giuseppe.

La presentazione del volume avverrà domani, alle 17.30, nel giardino del collegio universitario femminile Figlie di Maria Ausiliatrice, in via San Tommaso 2, con la partecipazione di Salvatore Settis, Chiara Franceschini e Gabriella Garzella. Con loro Paolo Donati, Silvia Briani, direttrice generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria (la chiesa è di proprietà dell’Azienda) e suor Francesca Fontanili, direttrice del Collegio, ente che ha usato la chiesa fino alla fine del Novecento.

L'iniziativa, nel rispetto delle normative anti-Covid attualmente in vigore, è aperta a tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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