«Tangenziale nord-est da rifare: il tracciato ideato penalizza la città»
Attacco dell’assessore Dringoli al progetto della nuova via: opera indispensabile, ma così è sbagliata
PISA. «Il tracciato è sbagliato, tutto da rifare. Ma siamo ancora in tempo». Massimo Dringoli, assessore all’urbanistica e alla mobilità, contro la tangenziale nord-est. Ma non contro l’utilità della strada, della quale ribadisce «l’indispensabilità per Pisa», bensì contro il percorso che da qualche decennio ormai è stato disegnato sulle carte delle amministrazioni. Dringoli punta il dito nei confronti sia della Provincia, ente titolare della progettazione, che delle precedenti giunte comunali (di segno politico opposto).
Per l’ingegnere/assessore il tracciato andrebbe rivisto profondamente e spostato più a nord rispetto alle previsioni attuali. Il tutto mentre avanza l’iter burocratico per arrivare all’apertura del cantiere per il primo lotto della tangenziale, una sorta di variante all’Aurelia nel tratto di Madonna dell’Acqua, nel territorio comunale di San Giuliano. Ma è per la parte pisana della nuova strada (lunga oltre 16 km, da Madonna dell’Acqua a Cisanello, a servizio del polo ospedaliero, aggirando i quartieri ora attraversati dal traffico come Pratale e Porta a Lucca) a preoccupare l’assessore.
«Tempo fa venne presentato uno studio di fattibilità sull’intero tracciato, ma non mi risulta di osservazioni allora avanzate dal Comune. È un tracciato, secondo me, che penalizza fortemente Pisa. Non solo nei tratti dei Passi e di Cisanello, ma anche nell’attraversamento dell’acquedotto mediceo, che è di competenza del Comune di Pisa», ha detto Dringoli rispondendo a un’interpellanza di Francesco Auletta (Diritti in Comune) sulle criticità relative alla realizzazione della nuova strada.
«Il progetto definitivo – dice ancora Dringoli – mi risulta presentato soltanto per il lotto di prossima esecuzione, quello di Madonna dell’Acqua, e tutt’al più fino alla zona dei Passi. È su questo che bisogna intervenire visto che il progetto definitivo dell’intero tracciato non è stato ancora presentato. Il percorso deve essere va cambiato». L’assessore non mette in dubbio il valore della tangenziale, che definisce «assolutamente indispensabile per risolvere il nodo del traffico a Pisa. Ma il tracciato proposto è profondamente sbagliato. Va traslato tutto a nord. Non è ammissibile che si sviluppi a pochi metri di distanza dai Passi con una strada di grande comunicazione, oltre tutto con una rotatoria che dovrebbe essere in parte sul Fiume Morto. E nessuno nelle passate amministrazioni su questo ha detto nulla».
Rivela di aver preso contatti con la Provincia. «Mi hanno risposto che non è il momento, che bisogna attendere il progetto definitivo di tutto, poi si potrà mettere in discussione. Ma non può essere così, in realtà andava messo in discussione il progetto di fattibilità. Comunque siamo ancora in tempo per cambiare il progetto definivo. Va traslato a nord per passare lontano dai Passi, per attraversare l’acquedotto mediceo dove le arcate già non ci sono più: è assurdo passare sotto un acquedotto fondato su pali di legni, rischiando di far crollare tutto, con un sottopasso lungo oltre 500 metri. È una cosa pazzesca. E poi quando si arriva a Cisanello e Ghezzano si vede che la strada passa in mezzo alle case, senza capir bene come e da dove».
«La passata amministrazione – conclude Dringoli – doveva opporsi a questo tracciato, considerato che è assolutamente indispensabile per Pisa e prevista da tutti i piani regolatori».
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