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Pisa

la vertenza 

La Saint-Gobain riduce un po’ i licenziamenti, ma 11 operai rimangono alla porta

Danilo Renzullo
La Saint-Gobain riduce un po’ i licenziamenti, ma 11 operai rimangono alla porta

I sindacati parlano di passi avanti in un quadro ancora insufficiente

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PISA. La procedura si sgonfia nei numeri, ma rimane in piedi. I sindacati si dicono solo parzialmente soddisfatti dall’esito del tavolo convocato nella sede dell’Unione industriale pisana con i rappresentanti della Saint-Gobain Glass Italia, la società del gruppo francese che ha aperto una procedura di licenziamento collettivo nei confronti di 29 dipendenti dello stabilimento di Porta a Mare.

L’azienda ha presentato un piano alternativo a quello proposto alcune settimane fa che prevedeva il licenziamento di 11 operai addetti alle manutenzioni, ai servizi e al portierato, da “sostituire” esternalizzando le lavorazioni, e la fuoriuscita di 18 impiegati, le cui mansioni non sono più ritenute fondamentali per il sito attivo nella produzione di vetro piano per l’edilizia residenziale, il terziario e l’industria.

Il nuovo piano prevede un numero minore di amministrativi da licenziare, mentre rimane inalterata la previsione delle esternalizzazioni e il licenziamento degli 11 operai.

Una manovra considerata non sufficiente dai sindacati, che avevano chiesto il ritiro della proposta di esternalizzazioni o, in alternativa, il ricollocamento interno dei lavoratori coinvolti nella manovra.

«Una trattativa difficile – sottolinea Loris Mainardi, segretario della Filctem-Cgil di Pisa –, ma rileviamo qualche passo in avanti. Le proposte alternative che l’azienda ha presentato non sono però sufficienti, né soddisfano le richieste fatte».

Le parti si incontreranno nuovamente martedì prossimo. Un tavolo, quest’ultimo, che potrebbe già essere decisivo per il prosieguo della trattativa. «Ci sono state delle piccole aperture da parte dell’azienda che però riteniamo insufficienti», aggiunge Marcello Familiari, segretario della Femca-Cisl di Pisa.

La vertenza si è aperta alcuni giorni fa dopo l’annuncio da parte della società che ha spiazzato molti. La Saint-Gobain ha motivato come necessaria la manovra di riorganizzazione a fronte dei risultati economici negativi registrati nel 2020 e nel primo semestre del 2021, anche a seguito della «ripartenza di un forno nel Sud Italia da parte della concorrenza, che ha determinato una sovracapacità rispetto alle richieste del mercato italiano».

 

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