Il presidio
Saint Gobain, «No ai licenziamenti e garanzie per il futuro»
Pisa. «Quale sarà il futuro della Saint-Gobain a Pisa?». A porre l'interrogativo è Sinistra civica ecologista, che chiede alla società di ritirare la procedura di licenziamento collettivo aperta nei confronti di 29 dei circa 300 dipendenti impiegati nel sito di Porta a Mare, motivata con difficoltà di mercato. «L’azienda attribuisce queste difficoltà anche all'apertura di un nuovo impianto concorrente al sud - sottolinea la forza politica -. Negli anni scorsi l’azienda voleva ricorrere ad un ridimensionamento perché nel mondo si stavano sviluppando tecnologie analoghe alle sue e quindi maggior concorrenza. Per permettere alla Saint-Gobain di continuare a produrre fu proposto di concentrare le attività in un'unica parte dello stabilimento, prima diviso in due dall'Aurelia, e mettere in vendita i capannoni dismessi. L’amministrazione di allora con sindaco Fontanelli si impegnò a cambiare destinazione d’uso di quei capannoni e l’azienda ad investire i proventi della vendita nella tecnologia del forno Flot. Azienda e i sindacati sapevano che quella tecnologia sarebbe durata al massimo 15 anni, quindi Saint-Gobain aveva tempo e risorse per investire. Oggi invece l’azienda annuncia una difficoltà produttiva e pensa subito al ridimensionamento. Ciò pone un'altra domanda: se sono passati tutti questi anni senza interventi consistenti, quale sarà il futuro? Questo è l’inizio di un processo di profondo cambiamento del sito di Pisa? - si chiede la forza politica -. I licenziamenti non devono avvenire, ma ci vuole un impegno collettivo per ottenere garanzie anche per il futuro dello stabilimento pisano».
D.R.
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