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Niente nuove farmacie a San Frediano: lo dice il Consiglio di Stato
La sentenza relativa a una pianificazione decisa nove anni fa...
Massimo Braglia
Cascina. Almeno per ora, nessuna nuova farmacia a San Frediano a Settimo, lungo la Tosco Romagnola. Ci sono voluti nove anni (i tempi della giustizia, in questo caso amministrativa, non sono certo “fulminei”), ma alla fine il Consiglio di Stato ha messo la parola fine a una vicenda che inizia nel 2012, che ha un primo step con il Tar nel 2014 e che si conclude pochi giorni fa. Con il Consiglio di Stato che ribalta quanto aveva detto il Tar, perché in realtà i giudici di primo grado avevano dato l’ok alla nuova farmacia avallando cioè la prima impostazione data dal sindaco e dalla giunta dell’epoca di Cascina. In secondo grado, tutto ribaltato.
A presentare il ricorso erano stati i titolari di due farmacie sulla Tosco Romagnola, i dottori Federigo Mariani e Giada Canova, rappresentati e difesi dagli avvocati David Cerri, Nicola Luigi Giorgi, Francesco Paoletti e Roberto Righi; il ricorso era contro il Comune di Cascina (avvocato Luigi Bimbi); la Regione Toscana (avvocati Enrico Baldi, Lucia Bora e Antonio Fazzi); la società Farmacia Adami della dottoressa Luisa Pampana e c. (avvocati Ettore Nesi e Luca Zanacchi); Azienda Usl n. 5 di Pisa e la Farmacia Savorani S.a.s. del dottor Favilli Lorenzo & c., non costituitisi in giudizio.
Obiettivo, la riforma della sentenza del Tar della Toscana del gennaio 2014, relativa appunto alla localizzazione di nuove farmacie sul territorio di Cascina e che come detto aveva detto che si poteva procedere con una nuova struttura. Tra gli atti che i ricorrenti chiedevano di annullare, e che in effetti sono stati annullati, il provvedimento sindacale n. 11 del 19 aprile 2012 relativo alla “localizzazione delle nuove farmacie”, e il provvedimento sindacale n. 14 del 10 maggio 2012 nella parte in cui ha individuato nella Utoe (Unità Territoriale Omogenea Elementare) n. 9 San Frediano una delle zone dove collocare una farmacia.
A sostegno del ricorso, i farmacisti ricorrenti – titolari di due farmacie che sarebbero state a loro avviso pregiudicate dai provvedimenti impugnati per la erosione del bacino d’utenza che sarebbe derivata dalla loro esecuzione – lamentavano l’incompetenza del sindaco quanto all’individuazione delle sedi farmaceutiche.
Il Tar, nel dare ragione al Comune in primo grado nel 2014, aveva stabilito che la competenza era dell’organo politico e che la scelta della localizzazione delle nuove farmacie sarebbe avvenuta con riferimento alle frazioni del comune più popolose, e che in sostanza il sindaco era rappresentativo dell’organo politico.
Ma nel merito il Consiglio di Stato ribalta tutto perché condivide la questione relativa all’incompetenza del solo sindaco, in quanto quello impugnato è un atto «di esclusiva competenza del Comune e per esso della giunta», sulla base di una normativa entrata in vigore il 24 gennaio 2012 e quindi in data antecedente alla data in cui risalgono gli atti impugnati in primo grado.
Insomma, ricorso accolto e, almeno per ora, la nuova farmacia a San Frediano non ci sarà.
Il sindaco
E ora? Spiega il sindaco Michelangelo Betti: «Innanzitutto la sentenza è di pochi giorni fa e quindi la dobbiamo analizzare con attenzione. In primo grado era stata data ragione al Comune, ora ci viene dato torto perché la competenza pianificatoria sulle farmacie non è del sindaco ma della giunta. Valuteremo tutto, ripeto, con attenzione. Di sicuro, terremo conto del fatto che la situazione del 2012 è ben diversa da quella attuale, la società e la demografia sono diverse... Insomma, ci prendiamo un po’ di tempo per fare le valutazioni necessarie e prendere le eventuali decisioni sul tema».
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