Sicurezza
Latitante scoperta da un maresciallo in trattoria
Evasa dai domiciliari nel 2018, deve scontare quattro anni e mezzo per spaccio. Vista al tavolo in un locale a Calci
calci. Questione di fatalità. Beffarda per chi ne ha subìto gli effetti, benedetta per chi ha risolto un caso che durava dal 2018.
Una latitanza di anni che finisce al tavolo di una trattoria a Calci. Un po’ di fortuna per gli investigatori, ma anche l’occhio attento di un maresciallo di San Giuliano Terme che conosceva la donna che da almeno due anni lo Stato voleva mettere in cella.
E così quando il sottufficiale lunedì a pranzo è entrato nel locale calcesano con la sua famiglia anche se fuori servizio nel tenere sempre allenato lo sguardo da segugio ha notato che nel ristorante una sua vecchia conoscenza.
Barbara Di Sacco, 51 anni, sangiulianese, diversi inciampi con la giustizia per questioni di droga. Un arresto nel 2013 a Caserta, sempre ad opera dei carabinieri, e poi una serie di condanne che nel tempo sono diventate definitive. Quando l’ha vista è uscito dalla trattoria per chiamare subito i colleghi che dal 2019 attendevano di incrociare Di Sacco per eseguire un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Firenze per un cumulo pene da scontare. In tutto sono quattro anni e mezzo che la donna si è vista rifilare sommando le condanne ricevute per fatti che spaziano dal 2013 al 2018. E proprio quando era ai domiciliari nel 2018 era evasa rendendosi irreperibile. Uno dei soggiorni sarebbe stato individuato in Francia.
Da tempo rientrata in Italia, Barbara Di Sacco era riuscita a non farsi trovare. Poi, in un post Ferragosto, ha deciso di trascorrere qualche ora in compagnia di amici in un ristorante calcesano. Senza saperlo ha creato le condizioni per la fine della sua latitanza. Prima ancora di ordinare le pietanze è entrato il maresciallo. Il tempo di andare al tavolo prenotato e in una frazione di secondo l’ha vista e riconosciuta. E nel pomeriggio è stata portata in cella.
P.B.
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