Italia
«Il vaccino unica via d’uscita, altrimenti l’autunno ci travolgerà»
Spartaco Sani: «Siamo dentro la quarta ondata, le prossime settimane saranno decisive»
Giulio Corsi
«Ci si può fare». Lo ripete cinque volte in un’ora di conversazione Spartaco Sani, responsabile Malattie infettive per l’Asl Toscana Nord Ovest. «Ci si può fare, a patto che la vaccinazione proceda spedita e coinvolga tutta la popolazione». Detto da lui che non ha mai nascosto le sue previsioni cupe sull’andamento dell’epidemia, non sbagliandone mai una (dal «vedremo le bare come a Bergamo» dell’ottobre 2020 al «sarà un’altra estate di restrizioni» dell’aprile 2021) ci troviamo di fronte a un messaggio di speranza. Anche se la fotografia della situazione resta molto preoccupante.
Dottor Sani, i positivi continuano a crescere...
«È un momentaccio, la ripresa dei contagi è forte, siamo nel pieno della quarta ondata, ancora prima di quanto si pensasse».
In realtà nell’ultima intervista di un mese fa lei aveva previsto che ci sarebbe stata una crescita dei contagi in agosto…
«È la dimostrazione della grossa bufala del caldo. Il caldo non c’entra nulla col Covid, non ferma l’infezione. La verità è che l’anno scorso si è passata un’estate tranquilla solo perché si era fatto il lockdown in primavera».
Però la situazione sembra più sotto controllo dal punto di vista delle conseguenze…
«I vaccini stanno evitando la tragedia. Senza vaccini ora staremmo contando morti e malati gravi».
Tra i ricoveri attuali sono tutti non vaccinati?
«I ricoverati per problemi respiratori sono tutti non vaccinati. Poi nei reparti Covid c’è anche chi si è fratturato una gamba e dal tampone è stato scoperto positivo pur avendo magari fatto il vaccino».
Dunque si stanno contagiando anche numerosi vaccinati?
«C’è un netto aumento di tamponi positivi occasionali, gente asintomatica».
Significa che c’è molto più virus in giro di quel che vediamo?
«C’è una sottostima del contagio, anche perché si fanno meno tamponi, e i vaccinati sono asintomatici».
Per qualcuno significa che il vaccino non funziona...
«Il vaccino funziona: evita l’ospedalizzazione in più del 95% dei pazienti e riduce l’infezione in un numero elevatissimo di casi, più dell’80%. Il vaccinato che prende il virus nella stragrande maggioranza dei casi rimane asintomatico e guarisce prima. Lo abbiamo rilevato anche tra gli operatori sanitari: in diversi si sono infettati ma in 10 giorni l’hanno perso. Poi le eccezioni ci sono sempre, il cento per cento in medicina non esiste».
Perché questa ripartenza dei contagi con tutti questi vaccinati?
«I casi risalgono perché si è riaperto tutto».
Ma si è riaperto da tempo...
«Il virus ci mette un po’ a diffondersi. Ricordate cosa è successo a inizio anno? Molti pensavano che la terza ondata sarebbe arrivata a Befana dopo che per Natale si erano allentate le restrizioni e invece è arrivata a marzo, tre mesi dopo, con la variante inglese».
Adesso la variante delta ha preso il sopravvento?
«Da metà luglio è diventata prevalente nella nostra area, viaggia come le schegge, è molto contagiosa, ma non con caratteristiche di maggiore aggressività rispetto alle precedenti».
Il vaccino ci protegge dalla delta?
«Sì, il vaccino risponde alle varianti».
In alcune città si viaggia a 300 nuovi casi scoperti ogni settimana...
«Sono preoccupato. L’impegno sta per essere pesante, si stanno riempiendo gli spazi lasciati dentro l’ospedale per gestire i malati, c’è il rischio di dover aprire altri reparti come è già successo ad Empoli».
Ma i ricoveri sono ancora molto bassi rispetto alla diffusione dei contagi.
«La curva di crescita dei ricoveri è minore della precedente ondata, su questo non ci sono dubbi. È un altro effetto del vaccino. Ma la tendenza è all’aumento».
L’età media dei contagiati è bassa, il 60% dei nuovi casi in città è under 35. Questo dovrebbe garantire un minor impatto della malattia...
«Sicuramente i casi gravi sono meno, ma è una è una sciocchezza che la malattia sia leggera nei giovani. Anche loro spesso hanno bisogno di ossigeno e caschi. E poi c’è una fascia abbondante non vaccinata, anche sopra i 60 anni, con fattori di rischio, e la possibilità che il virus crei loro danni è la stessa di prima».
Dunque per l’autunno cosa ci si deve aspettare?
«I modelli matematici dicono che se si continua con le vaccinazioni e si va avanti vaccinando il più possibile ci sta che l’ondata possa essere fermata soprattutto per le ricadute sull’ospedale».
Sta ipotizzando un’interruzione brusca della quarta ondata?
«Me lo auguro: ci si può fare, ma bisogna finirla con la contrarietà ai vaccini. Abbiamo due strade e le prossime settimane saranno decisive: invertire la tendenza vaccinando tutti o farci travolgere in autunno da questa ondata».
Travolgere?
«Questa quarta ondata è l’ondata dei non vaccinati, che si riverbera sugli ospedali e può creare la stessa situazione delle precedenti. Abbiamo aree Covid che si stanno nuovamente saturando. In ospedale abbiamo soprattutto quarantenni, cinquantenni e sessantenni. E non è che inesorabilmente a loro e ai più giovani non succeda nulla. Se il contagio aumenta avremo più casi in ospedale e più situazioni gravi e nuovamente morti, è una questione matematica. Per questo ridurre la diffusione del virus è fondamentale e lo si fa solo se ci si vaccina tutti».
Cosa intende per tutti?
«Dai 12 in su i vaccini sono validati dagli enti preposti, gli effetti collaterali sono estremamente rari. La percentuale di complicanze è irrisoria rispetto alle dosi somministrate, il vantaggio è chiarissimo».
Se la vaccinazione continuerà a viaggiare nella direzione giusta quando ne usciremo?
«Se ci si dà da fare si impedisce l’ondata forte in autunno. La speranza è di avere un autunno e un inizio inverno con casi limitati e iniziare a respirare dalla primavera. Ciò che accadrà da ora a settembre è fondamentale e può bloccare l’esplodere dell’epidemia da ottobre».
La prossima estate sarà senza mascherina?
«Io dico che potrà essere un’estate normale, senza Covid più che senza mascherina».
E la mascherina?
«Abbiamo imparato tanto dalla mascherina, se quest’anno non si è avuta l’influenza non è un caso».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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