Il Tirreno

Pisa

la battaglia legale 

No Tav ferita, per la procura non fu un lacrimogeno e la difesa contesta

Libero Red Dolce
No Tav ferita, per la procura non fu un lacrimogeno e la difesa contesta

La donna partecipava a una manifestazione di protesta .Il perito di parte sostiene che non fu colpita dal lacrimogeno

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una consulente della Procura di Torino, un medico, avrebbe sconfessato nella sua relazione che Giovanna Saraceno, 36enne attivista del Newroz a Pisa, sarebbe stata ferita al volto lo scorso aprile durante una manifestazione in Val di Susa. Una rivelazione venuta fuori dalla Procura di Torino e che lascia spiazzata la difesa di Saraceno, che racconta di aver appreso della relazione tramite l’articolo di un giornale. L’avvocata Valentina Colletta parla infatti di «violazione del segreto istruttorio», augurandosi che in questo caso non ci sia l’intenzione di archiviare senza prima passare da una rigorosa ricostruzione dei fatti.

Bisogna partire da un assunto. La consulenza in questione è quella che si definisce una relazione di parte, in questo caso richiesta dalla Procura che indaga sui fatti. La difesa ha assunto i suoi consulenti, due, per una perizia medica e una balistica. Nell’indagine bisognerà tenere conto del parere dei tecnici di ciascuna parte.

Giovanna Saraceno raccontò la sua ferita dal letto di un’ospedale. L’occhio destro tumefatto, gonfio in modo preoccupante. Disse chiaramente di essere stata colpita da un lacrimogeno lanciato dalla polizia ad altezza uomo (pratica assolutamente vietata). E nei giorni successivi, sui canali del movimento No Tav furono pubblicati diversi video che immortalavano agenti intenti a sparare con il fucile in orizzontale e non a parabola.

La questura, immediatamente dopo il ferimento di Saraceno, inoltrò una nota etichettando come “impossibile” la ricostruzione degli attivisti. Questa la loro versione: “I lacrimogeni usati sono composti da cinque dischetti del peso di 20 grammi ciascuno che si disperdono dopo il lancio e non provocano quel tipo di lesioni. Semmai, in caso di contatto, bruciature”.

Ora che la vicenda si è spostata sul lato giudiziario, la difesa di Saraceno chiede un trattamento equo. «Ci si trova per l’ennesima volta davanti alla violazione del segreto istruttorio. Informazioni delicate, soprattutto perché riferite a una persona che ancora sta subendo gli esiti delle gravissime lesioni riportate ma anche perché attengono ad argomenti estremamente divisivi e con i quali da anni si alimenta la stigmatizzazione del movimento No Tav, escono dalla Procura per approdare, senza alcun approfondimento critico e senza alcun interesse per la versione contraria, alle solite redazioni giornalistiche», ha dichiarato la legale. Che ancora neppure conosce quanto avrebbe scritto il consulente della Procura. «Non conosco le conclusioni del perito e sarò in grado di valutarle, unitamente ai miei consulenti, solo se e quando la Procura mi darà l’occasione di leggerle». Oggi l’avvocata chiederà in Procura a Torino di visionare i documenti. «So soltanto che Giovanna ha riferito di essere stata colpita da un candelotto lacrimogeno sparato a distanza ravvicinata e ad altezza d’uomo e non ho ragione per non crederle. Tanto più che in Valsusa non è neppure la prima volta che accade», conclude.

La rivelazione fuoriuscita dalla Procura è arrivata in un giorno particolare. Ieri, vale a dire alla vigilia dell’odierna visita della ministra dell’Interno Lamorgese, che il movimento No Tav ha annunciato che contesterà. L’esponente del governo sarà presente al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato in prefettura a Torino, dove si discuterà della tensione sociale legata ai due cantieri legati all’alta velocità, a Chiomonte e San Didero.

La consultazione della perizia di parte chiarirà forse l’opinione del medico su cosa ipotizzi abbia potuto produrre una ferita così grave al volto di Giovanna Saraceno. Il referto del pronto soccorso parlò genericamente di “colpo contundente”. E se si arrivasse all’archiviazione sarebbe interessante capire cosa avrebbe colpito l’attivista quel giorno. E perché Giovanna avrebbe dovuto mentire.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web