Boicottaggio social dei no-pass contro la “Sagra degli Schiaffoni”
L’organizzatore: «Penalizzati per far rispettare la legge, questa gente danneggia tutto il settore»
SAN GIULIANO. C’è chi tira in ballo la massoneria e chi il “nuovo ordine mondiale” per accusare gli organizzatori di essersi piegati a ciò che il “sistema” ha progettato e che, passo dopo passo, cerca di concretizzare: monitorare le persone per controllarne gli spostamenti e le abitudini.
C’è chi, invece, invita a boicottare quello che da anni rappresenta uno degli storici appuntamenti gastronomici dell’estate della provincia di Pisa. E chi, ancora, esorta a non rinunciare ad una serata di svago e buona cucina e a presentarsi comunque agli accessi, ma rigorosamente sprovvisti della certificazione verde. La “Sagra degli Schiaffoni” finisce nel mirino dei “no pass”. È bastata una comunicazione sui social, con la quale gli organizzatori della storica sagra promossa dalla Casa del popolo di Campo hanno avvisato dell’obbligo del Green pass per accedere all'area dove si svolge la manifestazione culinaria, a scatenare l'ira di chi si oppone all’uso della certificazione. Tra loro no-vax, ma anche chi si è sottoposto al ciclo vaccinale contro il Covid-19. Decine e decine di commenti per puntare il dito contro la kermesse che si è aperta giovedì scorso adeguandosi all’obbligo, quello del Green pass, introdotto la scorsa settimana, che si sono materializzati in decine di rinunce. Almeno una trentina, secondo i primi calcoli degli organizzatori, le persone che negli ultimi due giorni (subito dopo l’introduzione dell’obbligo della certificazione) non si sono presentate agli ingressi nonostante la prenotazione.
«Già lo scorso anno, come richiesto dalle norme, abbiamo introdotto il distanziamento a tavola raddoppiando lo spazio di somministrazione e creato un sito per la prenotazione online che evita le file e gli assembramenti – spiega Luca Cavallini, presidente della Casa del popolo di Campo – uno sforzo oneroso nella nostra organizzazione, ma che tutela gli utenti. Quest’anno la novità del Green pass, un obbligo di legge al quale ci siamo adeguati, purtroppo ha dato sfogo in rete a no-vax ed haters rendendoci bersaglio di offese e boicottaggi. Un atteggiamento ignobile. Come le altre attività soggette ad obbligo di Green pass, rispettiamo le regole e la legge. Queste persone non danneggiano solo la nostra sagra, ma tutte quelle attività di ristorazione obbligate per legge ad effettuare l'accesso con la certificazione. Una mancanza di rispetto per chi lavora unita all'ignoranza di rivolgere queste invettive nei confronti di chi subisce le leggi e non di chi le emana. Chi rispetta le leggi non può essere penalizzato, ma tutelato con maggiori controlli da parte degli organi preposti».
L’obbligo di possesso della certificazione verde introdotto lo scorso 6 agosto per accedere in determinate attività è stato esteso anche alle sagre svolte all'aperto in quanto manifestazioni che possono attirare un gran numero di persone. La campagna di boicottaggio rischia di diventare un ulteriore ostacolo per la storica sagra che, giunta alla 25esima edizione, ha visto crollare a causa delle numerose restrizioni il numero di partecipanti: dagli oltre 600 coperti al giorno di due anni fa ai 200 di sabato. «Ogni anno l’organizzazione della sagra richiede un grande impegno: il tutto è gestito da volontari che dedicano il loro tempo per mantenere in vita la struttura della Casa del popolo e la tradizione della sagra. Senza questo contributo sarebbe impossibile continuare a far vivere una struttura come la nostra che, durante l’anno, ospita molte iniziative legate al sociale, alla cultura e al divertimento per grandi e bambini», conclude Cavallini che invita a partecipare, nel rispetto di tutte le norme imposte per il contenimento della diffusione del nuovo coronavirus, alla sagra che fino al 15 agosto animerà il borgo sangiulianese.
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