Il Tirreno

Pisa

sparito dal 9 luglio 

Resta in piedi un altro mistero: dov’è finito il tunisino Salah?

Danilo Renzullo
Resta in piedi un altro mistero: dov’è finito il tunisino Salah?

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Danilo Renzullo

pisa. Il dolore per una giovane vita spezzata alimenta le speranze di riabbracciarne un'altra. Con l'identificazione del cadavere rinvenuto domenica scorsa in via di Pescina a San Martino a Ulmiano resta irrisolto un altro mistero. Quello di Salahadine Chamkhi, 33enne tunisino sparito nel nulla oltre un mese fa. Molte, almeno all'apparenza, le coincidenze emerse in un primo momento tra il profilo dell'uomo e quello del cadavere carbonizzato ritrovato nelle campagne sangiulianesi che hanno spinto i familiari di Chamkhi, conosciuto con il nome di Salah, a presentarsi lunedì mattina in Procura. Insieme all'avvocato Massimo Parenti, i due fratelli dell'uomo, gestori di un ristorante a Pisa, hanno raccontato della scomparsa dell'uomo, denunciata lo scorso 9 luglio negli uffici della questura di Lucca, cercando di fornire qualche dettaglio utile per l'identificazione del cadavere. Chamkhi ha lasciato l'abitazione dell'immediata periferia pisana che condivideva con i fratelli lo scorso 19 giugno per trasferirsi momentaneamente nel centro di Lucca, ospite della fidanzata, e pochi giorni dopo da un conoscente nella periferia lucchese. Qui sarebbe rimasto una settimana, per poi svanire nel nulla. Dalla fine di giugno il cellulare risulta staccato. L'uomo non ha più avuto contatti con i fratelli, né con la fidanzata. Quando ha lasciato la casa pisana ha portato via uno zainetto con qualche maglietta e alcuni effetti personali. L'uomo, che in passato ha avuto qualche problema con la giustizia, era abituale frequentatore delle zone circostanti la stazione di San Giuliano Terme, non lontano da via di Pescina. Uno degli elementi, quest'ultimo, che ha spinto i familiari a presentarsi spontaneamente dagli inquirenti subito dopo il ritrovamento del cadavere nelle campagne sangiulianesi. —

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