Italia
Investigatori possibilisti sulla pista dell’uomo sparito
Libero Red Dolce
san giuliano. Doveva essere eseguita tra ieri e oggi e invece slitterà di qualche giorno l’autopsia sull’uomo africano ritrovato semi-carbonizzato nella frazione di San Martino a San Giuliano. L’unico accertamento effettuato sul cadavere è stato una tac, dalla quale pare non siano emersi elementi tali da potere dirigere le indagini in un senso o in un altro.
Una delle piste più promettenti, in mancanza di altri riscontri, è quella che parte dalla scomparsa di un uomo tunisino, di 33 anni, un mese e mezzo fa. La vicenda, che riportiamo con dovizia di particolari nell’articolo qui sopra, è stata portata all’attenzione degli inquirenti la mattina dopo i fatti di San Giuliano. E chi indaga ha deciso di volerci vedere più chiaro, disponendo una comparazione dei dna tra la vittima e lo scomparso.
Di più al momento però non emerge. Fonti investigative spiegano che però esistono dei possibili punti di contatto tra le due vicende. Il campo è aperto a ogni possibilità e gli investigatori chiariscono di non escludere questa pista.
Nel frattempo si continua a cercare tra centri d’accoglienza e strutture che si occupano della gestione dei fenomeni migratori sul territorio. Anche se finora non è emerso alcun dettaglio chiarificatorio. Non si sono rilevate denunce di scomparsa né qualcuno si è fatto avanti per fornire qualche elemento in più ai carabinieri. A coordinare le indagini è la pm Lydia Pagnini e anche il procuratore Alessandro Crini sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Le difficoltà principali sono dovute al fatto che il cadavere è irriconoscibile, privo di segni che lo rendano distinguibile e in più bruciato. Un mix che rende le ricerche molto complicate. —
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