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Pisa

confcommercio all’attacco 

«Sul Green pass ci risiamo: disparità inaccettabile»

R.P.
«Sul Green pass ci risiamo: disparità inaccettabile»

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Pisa. «Ancora una volta assistiamo a una disparità di trattamento inaccettabile! Se la strada scelta dal Governo è quella dell'obbligo del Green pass che sia una soluzione definitiva e valida per tutte le attività, non soltanto per bar e ristoranti».

Il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli esprime tutta la sua contrarietà al Decreto che introduce l'obbligo della certificazione per l'accesso soltanto ad alcune attività, e in particolare per il settore dei pubblici esercizi.

«Una categoria che ha già sofferto più di altre per le restrizioni dei lockdown dell'ultimo anno e mezzo: bar, ristoranti, pizzerie e pub sono rimasti sempre chiusi o hanno lavorato a singhiozzo in ogni fase dell'emergenza e nonostante il numero dei contagi continuasse a salire. È ormai evidente che il virus non circola in queste attività piuttosto che in altre! Non comprendiamo davvero questo accanimento contro imprenditori abituati a lavorare con cortesia, capacità di accoglienza e professionalità, e che da un giorno all'altro dovrebbero trasformarsi in controllori o sceriffi».

«Incoraggiamo e velocizziamo piuttosto la campagna vaccinale» sostiene Pieragnoli «ma non discriminiamo soltanto alcune imprese che tra l'altro hanno già pagato un prezzo altissimo alle misure di contrasto alla pandemia».

«Un'ulteriore penalizzazione eccessiva e discriminatoria per le nostre attività, è davvero disarmante trovarsi ancora a lavorare con nuove restrizioni» afferma il presidente Fipe Confcommercio Provincia di Pisa Alessandro Trolese. «Siamo pronti a fare la nostra parte per garantire l'accesso nelle nostre attività nel rispetto delle regole, come abbiamo sempre fatto, ma non possiamo accettare limitazioni che vanno ancora a compromettere la possibilità di una vera ripartenza per il nostro settore. Sarebbe stato diverso se il meccanismo del green pass fosse stato messo a regime e adottato magari a partire da ottobre, ma introdotto con così poco preavviso e nel pieno della stagione estiva ci porta soltanto enormi difficoltà», conclude il suo intervento Alessandro Trolese. —

R.P.

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