Il presidio
«Via D’Achiardi diventi via Menasci» L’appello sul web supera quota 18mila
Continuano ad aumentare le adesioni all’iniziativa lanciata su change.org da un comitato coordinato da Davide Guadagni
PISA. Ha superato quota 18mila firme l’appello per togliere l’intitolazione Giovanni D’Achiardi alla via del quartiere Don Bosco lanciato attraverso la piattaforma change.org da una serie di personalità pisane. Giovanni
D’Achiardi è stato, a Pisa, nella prima metà del secolo scorso, docente di mineralogia, presidente della Cassa di risparmio, rettore dell’Università, direttore della Scuola Normale. «La firma delle leggi razziste italiane, 5 settembre 1938, lo trova, in contemporanea, senatore, podestà (sindaco) della città e di nuovo rettore. Proprio in questa veste, già il 24 settembre, spedì al ministero la lista che determinò l’espulsione di 20 docenti e di centinaia di studenti ebrei molti dei quali poi destinati allo sterminio», dice il promotore dell’appello Davide Guadagni. Pubblicitario, nel 2018 Guadagni è stato il responsabile del comitato organizzatore di “San Rossore 1938”, il ciclo di iniziative promosse dall’Università proprio per ricordare l’80º anniversario della firma delle leggi razziali italiane (apposta dal re proprio a Pisa), che culminò con la “Cerimonia del ricordo e delle scuse” nel cortile della Sapienza. Durante la cerimonia, «nel discorso del rettore Paolo Mancarella c’era un passaggio – ricorda Guadagni – che cita quel nome: “D’Achiardi obbedì”. Per questo D’Achiardi fu poi deferito alla Corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo».
Ma le sanzioni non furono mai applicate perché D’Achiardi morì prima delle decisioni.
Di questa iniziativa Guadagni ha reso partecipi Michele Battini, docente di Storia contemporanea e Storia della politica all’Università di Pisa, e Michele Emdin, medico cardiologo della Fondazione Monasterio Cnr, che lo avevano affiancato nel 2018, i quali hanno redatto una petizione, indirizzata al consiglio comunale e al sindaco di Pisa, perché quel nome venga cancellato. Hanno aderito la Comunità ebraica, l’Anpi, l’Associazione ex deportati nei campi nazisti di Pisa.
«Com’è avvenuto altrove in situazioni analoghe quel nome dovrà essere sostituito», dice Guadagni: «Tra i venti docenti espulsi furono tre a morire. Di Enrica Calabresi e Ciro Ravenna è già conservata memoria in due strade cittadine. Manca il terzo, Raffaello Menasci, un medico che dopo l’espulsione si trasferì a Roma dove, nel terribile rastrellamento del 16 ottobre 1943, fu catturato e deportato ad Auschwitz dove venne ucciso». La proposta è dunque quella di cancellare l’intitolazione a Giovanni D’Achiardi e ribattezzare la strada con il nome di Raffaello Menasci. —
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