Intitolazione di via D’Achiardi, la pratica agli uffici comunali
Palazzo Gambacorti inizia la valutazione della proposta di revoca con sostituzione a favore di Raffaello Menasci, tra i professionisti espulsi e deportati ad Auschwitz
PISA. «Gli uffici valuteranno tutti gli aspetti». Questa la posizione che esce da Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, riguardo alla richiesta di togliere l’intitolazione della strada della zona di Don Bosco a Giovanni D’Achiardi.
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Una proposta che arriva da un comitato, coordinato dal pubblicitario Davide Guadagni, che ha lanciato un appello sulla piattaforma change.org. Nel 2018 Guadagni è stato il responsabile del comitato organizzatore di “San Rossore 1938”, il ciclo di iniziative promosse dall’Università proprio per ricordare l’80º anniversario della firma delle leggi razziali italiane (apposta dal re proprio a Pisa), che culminò con la “Cerimonia del ricordo e delle scuse” nel cortile della Sapienza. Guadagni ha reso partecipi Michele Battini, docente di Storia contemporanea e Storia della politica all’università di Pisa, e Michele Emdin, medico cardiologo della Fondazione Monasterio Cnr, che lo avevano affiancato nel 2018, i quali hanno redatto una petizione, indirizzata al consiglio comunale e al sindaco di Pisa, perché quel nome venga cancellato. Hanno già aderito la Comunità ebraica, l’Anpi, l’Associazione ex deportati nei campi nazisti di Pisa.
«La firma delle leggi razziste italiane, 5 settembre 1938, trova D’Achiardi, in contemporanea, senatore, podestà (sindaco) della città e di nuovo rettore. Proprio in questa veste, già il 24 settembre, spedì al ministero la lista che determinò l’espulsione di 20 docenti e di centinaia di studenti ebrei molti dei quali poi destinati allo sterminio», dice il promotore dell’appello. La proposta è quella di sostituire il nome di D’Achiardi con quello di Raffaello Menasci, un medico che faceva parte di quell’elenco di epurati e che morì ad Auschwitz.
Gli aspetti che gli uffici comunali che si occupano di toponomastica dovranno valutare per istruire la pratica sono di diverso tipo. Compresi gli elementi pratici della vicenda, ovvero la modifica, da parte dei residenti, di tutte le intestazioni dei loro documenti. Ma la decisione potrà anche essere politica, attraverso le decisioni della giunta e del consiglio comunale. —
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