Il Tirreno

Pisa

le critiche di “Diritti in comune” 

«Ex distretto, piano di recupero a vantaggio solo del privato»

Danilo Renzullo

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Danilo Renzullo

PISA. Né asilo pubblico, né parcheggi a servizio del quartiere. Né isole ecologiche, né collegamenti pedonali con altre aree del quartiere. Al loro posto una palazzina da cinque piani, più alta della vicina chiesa di San Martino, parcheggi e un asilo privato a esclusivo servizio dei futuri 232 inquilini dell’ex caserma Curtatone e Montanara. Diritti in comune boccia il piano di riqualificazione dell’ex distretto militare di via Bruno recentemente presentato e chiede all’assessore Massimo Dringoli di riferire in commissione e «ascoltare le richieste e le esigenze dei residenti» da contrapporre «a un progetto di privatizzazione volto a garantire il profitto dei privati».

«Sono mesi che denunciamo la totale mancanza di trasparenza nell’iter che deve portare a termine la riqualificazione dell’area – dice Francesco Auletta, capogruppo della lista di opposizione –. Poche settimane fa siamo finalmente riusciti a conoscere l’identità del nuovo proprietario dell’area, la società Investire, e pochi giorni fa abbiamo scoperto che non solo è già stato presentato un piano di recupero, ma che su questo è già stata avviata una procedura di valutazione senza che il consiglio comunale fosse informato. Il piano – prosegue Auletta – contrasta però con tutte le previsioni fatte. Non si prevede infatti alcun servizio o uso pubblico dell’area, disattendendo anche l’atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale che prevede la realizzazione di una nuova piazza pubblica accessibile da tre punti (piazza San Martino, via Bruno e via Sancasciani), con servizi e attività fruibili dal quartiere e il mantenimento del verde».

Dal progetto di recupero sarebbero stati eliminati anche le previsioni di realizzazione di un asilo nido pubblico, la messa a disposizione dei residenti del quartiere di una parte dei parcheggi che saranno realizzati e le isole ecologiche. «È prevista la costruzione di un asilo, che sarà però privato e a servizio solo delle famiglie che abiteranno nella futura palazzina da cinque piani che il fondo di investimento ha proposto di realizzare – continua Auletta –: un edificio più alto di quelli circostanti e anche della chiesa di San Martino per ospitare 232 persone». Una previsione di housing sociale, quelle delle unità residenziali, rivolta soprattutto alla cosiddetta “fascia grigia”, quella cioè che non rientra nei canoni degli alloggi popolari, ma che non può nemmeno permettersi di sbarcare sul mercato privato. «Una fascia spazzata via dalla pandemia – sottolinea Auletta –. È quindi necessario rivedere il progetto anche per intercettare le nuove esigenze abitative». —

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