Il Tirreno

Pisa

il bilancio 2020 della guardia di finanza 

Corruzione e appalti irregolari per 32 milioni: nove denunciati

Corruzione e appalti irregolari per 32 milioni: nove denunciati

Gli investigatori hanno effettuato sequestri e arresti per evasione e frode fiscale. Denunciato chi percepiva aiuti non dovuti. Colpito anche un giro di riciclaggio

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PISA. Violazioni in materia di appalti, corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione a carico di nove persone denunciate dalla Guardia di finanza che ha riscontro procedure contrattuali irregolari per un valore di 32 milioni di euro. È uno dei fronti su cui è stata impegnata la Finanza nel 2020 ricordato nella caserma di via Semeraro in occasione del 247° anniversario della fondazione del corpo. Presenti il prefetto Giuseppe Castaldo e il comandante provinciale, il generale di brigata, Giancarlo Franzese.

Evasione fiscale

Sul versante della lotta all’evasione fiscale, con l’operazione “Eleven hours”, è stato accertato un caso che ha portato alla esecuzione di una misura cautelare personale nei confronti di un imprenditore cinese, titolare di una azienda di Bientina, per il reato di sfruttamento del lavoro su nove lavoratori di origine indiana e pakistana. Con l’operazione “Case nostre” è stato accertato l’utilizzo di fatture false per 4.846.800 euro, con una evasione d’imposta pari a 15.766.000 euro. Nel corso della stessa indagine, sono stati sequestrati dieci immobili per un valore di oltre 4.000.000 di euro contestato il reato di autoriciclaggio. Analogo risultato, con l’operazione “Ghost iron”, che ha fatto emergere un sistema di frode con il quale sono stati evasi 5.518.000 euro ed emesse fatture per operazioni inesistenti per di 11.773.000 euro. L’indagine si è conclusa con tre arresti e 12 denunce.

Frode fiscale

Sono state eseguite 44 indagini di polizia giudiziaria per frode fiscale e proposti sequestro per oltre 48 milioni di euro. L’operazione “Petroloro”, con la collaborazione dell’ufficio delle Dogane, ha sgominato un’associazione a delinquere dedita al traffico di prodotti energetici per autotrazione, immessi sul mercato in evasione di accisa, all’autoriciclaggio dei relativi proventi illeciti, alla contraffazione di pubblici sigilli e alla falsità in atti pubblici. All’esito delle indagini, la locale autorità giudiziaria ha disposto l’esecuzione di 20 misure cautelari personali oltre il sequestro di tre società, 20 conti correnti, 103 tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti, auto e moto, per un valore di circa 14 milioni di euro.

Tutela spesa pubblica

Sono stati 64 sono gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 327 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e con quella contabile. Sono stati segnalati alla Corte dei conti danni per circa 9 milioni di euro, a carico di 12 soggetti, nonché eseguiti sequestri per oltre un milione di euro Sul tema, si segnala una importante indagine, denominata “Dirty street”, la “Strada di Patto”, delegata dalla locale Procura della Repubblica, nel corso della quale sono stati denunciati per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e abuso d’ufficio tre dipendenti del Comune di Pontedera.

I furbetti degli aiuti

Tra le numerose posizioni esaminate sono state individuate 16 persone che, secondo le soglie stabilite dal bando, proprio bisognose non lo erano: emesse sanzioni per 15mila euro. Sempre in questa materia, la Finanza ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del “reddito di cittadinanza”. Intercettati 123mila euro indebitamente percepiti e circa 45mila euro di contributi richiesti e non ancora riscossi, denunciate sette persone. In relazione al settore della spesa sanitaria, sono stati accertati danni erariali per quattro milioni.

Criminalità finanziaria

Sequestro di beni per un valore di circa cinque milioni di euro a seguito di sei interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio. Otto le persone denunciate, di cui sei destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno a 22 milioni di euro.

Contraffazione

Sono state effettuati 26 interventi sequestrando circa 50.000 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri. Sono stati cinque i siti internet oscurati o sequestrati perché utilizzati per commercializzare online merce contraffatta.

Al riguardo, si rammentano i risultati raggiunti con l’operazione di servizio denominata “Top shoes” che ha consentito di accertare l’esistenza di vari social network, attraverso i quali venivano venduti capi d’abbigliamento contraffatti e di denunciare quattro responsabili.

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