Un giovane albero per salutare la fine dell’anno scolastico
Acquistato dalle famiglie degli alunni della classe 5ª B è stato piantato nel giardino delle Mazzini di Vecchiano
VECCHIANO. La piantumazione di un giovane albero per salutare la fine dell’anno scolastico. È il senso della piccola iniziativa che si è svolta mercoledì nel giardino della scuola primaria di Vecchiano “G. Mazzini”, alla presenza del sindaco Massimiliano Angori, dell’assessora all’ambiente Mina Canarini e di tutto il corpo docente del plesso, la presidente del consiglio di istituto Sara Ursino, insieme ovviamente ai veri protagonisti del pianeta scuola: le bambine e i bambini.
«Tutto si è svolto nel grande giardino e nel pieno rispetto delle normative anticontagio da Covid 19. L’albero, un acero campestre, è stato acquistato dalle famiglie degli alunni della 5ª B coordinandosi con la preside Sara Ursino. È stata l’occasione per salutarci e salutare il nuovo albero messo a dimora dalla scuola, che va ad aggiungersi ai tre piantumati lo scorso anno, sempre nello spazio esterno del plesso, dall’Ufficio Tecnico Comunale. Lo stesso Ufficio Tecnico che sta continuando ad apportare miglioramenti all’interno di questo spazio verde, come il totale ripristino della Casetta degli Uccellini», dicono Angori e Canarini.
Dunque, un’iniziativa dal forte valore simbolico «che vuole essere anche un segno di speranza nel periodo che stiamo vivendo, quello della pandemia: piantare un nuovo albero infatti – aggiungono i due amministratori – è sempre e comunque simbolo di vita e di resilienza rispetto a tutto quanto stiamo vivendo da un anno e mezzo a questa parte».
Un significato particolare è anche la location dove la piccola cerimonia si è svolta. «Farlo nel giardino di una scuola, alla presenza di bambine e bambini che hanno subìto pesantemente le conseguenze di questa crisi sanitaria ha un valore anche maggiore – concludono il sindaco Angori e l’assessora Canarini –, perché significa agire concretamente per andare a recuperare quella vitalità e quella socialità, anche e soprattutto con tutte le precauzioni del caso, che devono essere tratti caratterizzanti della loro giovanissima età». —
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