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Nasce dall’idea di quattro studenti la compostiera del futuro
Sostenibile, biomimetica, didattica e tecnologica: con un look accattivante scardina i canoni classici
pisa. Sostenibile, biomimetica, didattica, tecnologica.
Questi sono i punti di forza che hanno portato l’idea di quattro studenti dell’ateneo pisano ad aggiudicarsi il primo posto della quarta edizione del “CYB+”, il programma avanzato del Contamination Lab promosso dall’Università di Pisa dedicato a supportare, sostenere e promuovere le start-up innovative. In finale la loro “lombriCOMPOSTiera” si è affermata su altre 9 idee innovative di impresa, progetti che spaziavano dalla fidelizzazione editoriale, ai superconduttori, ai cosmetici vegan.
La “lombriCOMPOSTiera” scardina i canoni classici delle compostiere meccaniche di comunità e ridisegna, con un look accattivante, un biocompostatore dal design moderno a forma di lombrico, protagonista indiscusso del processo di decomposizione che avviene naturalmente nel suolo.
I giovanissimi ideatori del progetto, Donato Politanò, Irene Ventura, Ludovica Bigozzi e Roberto Ceccaroni, studenti in Produzioni Agroalimentari e Gestione degli Agroecosistemi del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’ateneo pisano puntualizzano: «Non si tratta di una semplice compostiera di comunità, ma di un compostatore sostenibile, costituito da materiali totalmente riciclabili, interattivo oltre che caratterizzato da un elevatissimo livello di implementazione tecnologica».
Inoltre, la struttura è stata progettata per aprirsi totalmente, come mai visto fino ad ora nelle macchine della stessa tipologia, e sarà rivestita esternamente da materiali quali l’acciaio Cor-ten e il vetro, la cui trasparenza permetterà a chiunque ne rimarrà affascinato di poter curiosare all’interno del gigantesco lombrico, rendendo nel contempo la “lombriCOMPOSTiera” anche un ottimo strumento didattico ed educativo.
Il progetto si afferma tra le proposte progettuali del contest promosso all’interno del corso di “Uso e riciclo delle biomasse” per la realizzazione di un compostatore da installare presso il dipartimento di Scienze Agrarie. «Da quel momento, il docente del corso, il dottor Marco Landi, intraviste le potenzialità, ci ha accompagnato fino al Contamination Lab dove la nostra “lombriCOMPOSTiera” è diventata un vero e proprio progetto di start-up», dichiarano gli ideatori.
«Prima di intraprendere questo percorso non ci conoscevamo nemmeno, originari di tre regioni italiane, Toscana, Umbria e Calabria. Ci siamo scoperti l’un l’altro virtualmente, durante il periodo pandemico, attraverso videochiamate, tra una webcam che non si accendeva per via della connessione lenta e la difficoltà di comunicare a causa dell’interferenza dei nostri microfoni».
Nonostante questo, sono riusciti a dare forma all’immaginario, stupendo, in primis, loro stessi.
Ma cosa c’è dentro la compostiera? È proprio nella risposta a questo interrogativo, solo apparentemente banale, che si delinea la sfida di questi quattro ragazzi: sensibilizzare il cittadino nei confronti dell’importante tematica del compostaggio, semplicemente avvalendosi di una struttura che sia funzionale all’ambiente e che al contempo educhi la popolazione.
«Vogliamo che le persone concepiscano il riutilizzo del rifiuto organico come una bellissima forma d’arte, come un mezzo per salvaguardare il pianeta e, perché no, come una potenziale fonte di reddito. Dal rifiuto organico si può ottenere un compost di elevatissima qualità, che può essere riutilizzato per incrementare la fertilità chimico-fisica del suolo».
Inoltre, compostare diminuisce i costi di gestione del rifiuto organico e promuove la circolarità, uno dei capisaldi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’Onu.
«È diversa da tutte le altre compostiere di comunità sul mercato perché è utile, scalabile…e poi, è davvero bella!», concludono i quattro vincitori, che adesso con l’ausilio dei programmi di formazione, consulenza e supporto messi a disposizione per i vincitori dal Polo tecnologico di Navacchio, dalla Cna di Pisa, dalla Federmanager Toscana e da Tvlp Silicon Valley, sono in cerca di finanziatori per dar vita alla loro idea. —
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