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Anche il comitato di Santa Maria alza la voce: così non può andare
PISA. «Il quartiere di Santa Maria sta diventando invivibile per i residenti. La situazione di insicurezza, di degrado e di carenza di servizi è aumentata sensibilmente e rischia di aggravarsi ancora. Si fa sempre più sentire la voce dei cittadini che vogliono lasciare il centro storico e trasferirsi altrove, magari nei comuni limitrofi». Inizia così una presa di posizione del comitato di residenti di Santa Maria. «La malamovida – si legge ancora – sta tornando ai fasti antichi non solo nelle zone tradizionali come piazza delle Vettovaglie e i lungarni, ma espandendosi in altre parti della città. È cambiato anche il tipo di utenza, con una notevole presenza di minori». Oltre che dai residenti di piazza Dante e dintorni, anche dal comitato «viene segnalata la vendita illegale di alcolici da parte di ambulanti che distribuiscono bottiglie, successivamente, abbandonate o anche frantumate sul suolo pubblico; parziale e insufficiente pulizia l’indomani da parte degli addetti; schiamazzi, urla, cori, musica e grida notturne; piazza e strade afferenti sporche di bevande versate, residui di vomito, immondizia e urina; risse e scontri oltre che atteggiamenti intimidatori nei confronti dei cittadini residenti nella piazza e strade limitrofe. Senza contare lo spaccio do droga anche qui fiorente. Va aggiunto che in piazza Dante non c’è un’illuminazione adeguata e mancano telecamere orientate verso il centro in modo da individuare i responsabili, come già richiesto agli assessori Bonanno e Latrofa».
Il comitato di Santa Maria porterà queste segnalazioni all’interno del Tavolo di osservazione sulla sicurezza urbana. Ma i temi sono anche altri. «Nel quartiere – si legge nella nota – il turismo non ha fatto quel salto promesso di qualità. L’asse che da Borgo porta al Duomo, oltre ad essere un mangificio con diffusione di tavoli e sedie anche davanti ai portoni d’ingresso delle abitazioni, è disseminato di negozi di vendita di souvenir che vendono merce non di pregio, sostituitesi alle vecchie attività di prossimità, costrette alla chiusura. Inoltre proliferano i bed and breakfast, con diritto al posto auto per i loro clienti. Non basta, ora in via Santa Maria verranno collocate anche quattro bancarelle e un chiosco e cinque in via Maffi con un chiosco e un ritrattista, con il parere favorevole della Sovrintendenza. Ma sanno coloro che dovrebbero tutelare i nostri beni culturali che la piazza del Duomo e le strade di accesso fanno parte del patrimonio dell’umanità, riconosciuto dall’Unesco, che potrebbe quindi revocare il titolo?»
E poi «l’assoluta inadeguatezza dei parcheggi; la mancanza di collegamenti con mezzi pubblici; l’eccessivo numero di autorizzazioni Ztl; la collocazione di imponenti antenne di cui si ignora la pericolosità per le emissioni di onde elettromagnetiche, poste in bella vista in via Santa Maria; la promessa mai mantenuta di concedere ai residenti in Ztl permessi gratuiti temporanei per persone in condizioni di malattia o disabilità temporanea; la farsesca installazione dei varchi in uscita privi di telecamere, come in via Maffi, con abuso libero di ingresso anche contromano. Gli effetti sono già evidenti con la riapertura dei locali e l’arrivo dei turisti. Il quartiere è invaso da mezzi di ogni tipo e provenienza ed è praticamente impossibile per coloro che vi risiedono e pagano la concessione comunale trovare un parcheggio». —
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