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Sanità sul territorio Il Pd: «Serve in zona una Casa della salute»

Sanità sul territorio Il Pd: «Serve in zona una Casa della salute»

Il segretario dei democratici Cecchelli si rivolge alla Regione «L’area potrebbe essere accanto al distretto sanitario»

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san giuliano. «Serve una Casa della salute anche a San Giuliano Terme».

Lo sostiene Matteo Cecchelli, segretario del Partito democratico, che chiede alla Regione Toscana l’apertura di una struttura anche nel comune termale.

La Casa della salute rappresenta un modello di sanità territoriale attraverso cui i cittadini possono disporre di una struttura polivalente quale punto di riferimento certo per la presa in carico della domanda di salute e di cura, per la continuità assistenziale e, attraverso la sinergia con le istituzioni locali e gli attori sociali del territorio, per una più efficace garanzia dei livelli essenziali di assistenza sociosanitaria.

La Casa della salute fornisce un punto unitario di accesso alla rete integrata dei servizi, che garantisce attraverso i suoi professionisti una presa in carico complessiva della persona, favorisce l’integrazione fra i professionisti che erogano i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali attraverso la contiguità spaziale dei servizi e la multidisciplinarietà degli interventi.

«I comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano, circa 45.000 abitanti, appartengono alla stessa Aggregazione Funzionale Territoriale (Aft) per cui la Regione Toscana prevede di realizzare una sola Casa della salute – afferma Cecchelli –. Tale suddivisione non ha tenuto conto delle caratteristiche geografiche dei due territori (circa 20 km di distanza da un estremo all’altro) e del sistema della mobilità pubblica impostata verso il centro di Pisa e inutilizzabile a questo scopo». Il Pd sangiulianese chiede, quindi, alla Regione più servizi sul territorio. Sul Lungomonte servono almeno due Case della salute che possano includere almeno le attività di accoglienza e attività amministrativa, il Cup, i medici di medicina generale, attività infermieristica, attività specialistica e diagnostica di I° livello, continuità assistenziale, assistente sociale, vaccinazioni, attività di telemedicina, attività di riabilitazione, attività di prevenzione, prelievi, un punto di emergenza territoriale del 118. Conclude Cecchelli: «Dove farla? Se la Regione è disponibile a finanziare il progetto, l’amministrazione potrebbe mettere a disposizione l’area che era occupata dalla polizia municipale e fare un nuovo edificio collegato al distretto sanitario». —

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