Artiere morto, indagato titolare della scuderia
Archiviazione per il proprietario della struttura “Tenuta Isola”. Il gip impone nuove indagini a carico del datore di lavoro
Pietro Barghigiani
pisa. Un’archiviazione per il legale rappresentante della società proprietaria del complesso turistico e l’indicazione formale alla Procura di iscrivere sul registro degli indagati il titolare della scuderia alle cui dipendenze lavorava il giovane artiere morto la mattina dell’11 giugno 2020.
Losseni Kone aveva 23 anni: perse la vita e nel tentativo di salvare una cavalla finita in uno dei due laghetti artificiali della struttura turistica.
Lo ha deciso il gip Giuseppe Laghezza accogliendo le osservazioni presentate dagli avvocati Tiziano Checcoli e Alessandro Zarra, legali dei familari di Kone, 23 anni, della Costa d’Avorio, annegato un anno fa nello specchio d’acqua della club house “Tenuta Isola”. L’imprenditore Luca Mori esce dal procedimento con un decreto di archiviazione, mentre entra nell’inchiesta Klaus Holger Elhert, 57 anni, tedesco, da decenni in Italia, il datore di lavoro del giovane ivoriano. Kone era arrivato in Italia con i barconi partiti dalla Libia e una volta messo piede a Lampedusa si era costruito un’esistenza di lavoro e voglia di fare. Il 23enne viveva con altri connazionali in via Conte Fazio a Pisa dopo aver abitato a Pontedera e frequentato da apprezzato collaboratore il Gs Bellaria Cappuccini. La dinamica della tragedia è un dato acquisito dopo i riscontri di vigili del fuoco, Asl e carabinieri. Kone era salito su un barchino per raggiungere un cavallo in fuga e spaventato per un temporale del giorno precedente, ma non aveva calcolato il rischio di finire in acqua senza saper nuotare. Il mezzo si era rovesciato all’improvviso.
Qualche bracciata per tenersi a galla non servì a portarlo sulla sponda e in pochi secondi andò a fondo. I familiari del 23enne si erano opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni per il legale rappresentante della struttura. La loro tesi, accolta dal gip, era quella che a essere indagato, per accertarne eventuali responsabilità, dovesse essere il titolare della scuderia nonché datore di lavoro di Losseni. Era lui, secondo la teoria degli avvocati, a dover predisporre formazione e strumenti a tutela del dipendente della scuderia e negli ambienti in cui era chiamato a svolgere le sue mansioni. Come quella di recuperare un cavallo imbizzarrito finito in un lago. L’indagine riparte dagli accertamenti iniziali con la novità dell’imprenditore Holger Elhert nel ruolo di indagato. L’allenatore ippico è uno dei più conosciuti protagonisti del trotto a livello nazionale e i suoi trascorsi lo hanno portato a competere e spesso a vincere sulla pista del Sesana di Montecatini. La sua scuderia, la Niss, sede legale a San Giuliano Terme, è in affitto nell’ampio complesso immobiliare inserito all’interno della “Tenuta Isola”. Elhert allena decine di cavalli da gara. Al Tirreno il giorno della tragedia l’allenatore aveva dichiarato: «Mi hanno detto che quando il barchino si è rovesciato Losseni è andato giù rapidamente e non è più tornato in superficie. Lo apprezzavo perché era un ragazzo serio, sempre pronto a impegnarsi. Non so davvero cosa possa essergli successo. Penso a un malore, una congestione per l’acqua fredda. Purtroppo non sapeva nuotare. Abbiamo perso un ragazzo d’oro per uno stupido incidente». —
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