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Anziano morto dopo la caduta, assoluzione per nove
L’incidente in ospedale: nessuna responsabilità del peRsonale sanitaRIO
pisa. Una sentenza di piena assoluzione perché il fatto non sussiste per nove tra medico, infermiere e operatrici socio-sanitarie dell’ospedale Lotti di Pontedera finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo dopo la morte di un pensionato caduto da una lettiga del pronto soccorso pontederese e poi deceduto a Cisanello.
Il giudice Susanna Messina, accogliendo la richiesta del pm onorario Massimiliano Costabile nel tardo pomeriggio ha pronunciato il verdetto che fa sintesi di un’istruttoria dibattimentale in cui non è stata raggiunta la prova del nesso causale tra incidente e decesso sancendo l’assenza di responsabilità degli imputati nella scomparsa di Rocco Nanna, 81 anni, di Terricciola. Gli imputati, tutti residenti in provincia, erano difesi dagli avvocati Chiara Bonaguidi e Andrea Callaioli.
Assoluzione per la dottoressa Vittoria Soldati (41 anni, di Avellino), le infermiere e operatrici socio-sanitarie Rea Petri (37), Letizia Borrini (41), Sara Orienti (44) e Michela Morani (40 anni), Sabrina Cappai (51 anni, di origini francesi), Lisa Bindi (54 anni, di Pontedera), Daniele Pifferati (51, di Palermo) e Norella Serangeli (60 anni, di Casole d’Elsa).
Una prima volta il pensionato era caduto in una residenza assistita. La seconda, quella ritenuta fatale dall’accusa, aveva avuto un epilogo drammatico con la morte dell’anziano nel reparto di neurochirurgia di Cisanello tre giorni dopo l’episodio pontederese. La caduta al Lotti si era verificata la notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio 2014. I familiari del pensionato non si erano costituiti parte civile.
All'elenco degli indagati la Procura era arrivata dopo aver ricevuto l’informativa da parte del commissariato di Pontedera che aveva acquisito, non solo le cartelle cliniche di Nanna, ma anche le presenze in servizio al momento della caduta dell’anziano. Nel corso delle udienze i legali degli imputati hanno sottolineato, tra l'altro, la singolarità del fatto di dover rispondere di un reato quando, fisicamente, almeno sette persone erano impegnate in ambienti vicini al pronto soccorso, ma non negli spazi dove l’anziano era caduto dal lettino. Nanna da tempo era ospite della residenza sanitaria assistita Leoncini di Pontedera. I guai per la salute erano iniziati con una prima caduta mentre era in bagno. Aveva picchiato la testa procurandosi lesioni tali da richiedere un ricovero in ospedale. Era arrivato al Lotti la sera del 31 gennaio 2014. Alle 1,30 circa del primo febbraio l’anziano era scivolato dal lettino dove era stato sistemato al pronto soccorso rimediando altre lesioni alla testa. La gravità del quadro clinico aveva indotto i sanitari a disporre un ricovero in neurochirurgia a Cisanello dove il 4 febbraio il cuore del pensionato si era fermato per sempre. Nella querela presentata dai familiari quella caduta al Lotti poteva essere evitata se il paziente fosse stato seguito con una maggiore cura. Dopo una prima richiesta di archiviazione da parte della Procura, il gip aveva imposto l’imputazione coatta. Di qui il processo iniziato nel gennaio 2018 e concluso con un’assoluzione collettiva del personale ospedaliero. —
Pietro Barghigiani
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