Il presidio
Inaugurata la nuova “officina” per radiofarmaci oncologici
Sorge all’istituto di fisiologia clinica del Cnr. Presente la presidente nazionale Maria Chiara Carrozza
Sara Venchiarutti
pisa. Un centro di sviluppo per la ricerca di nuovi radiofarmaci oncologici. Ma anche un luogo di produzione in prima linea per offrire al paziente, grazie alle conoscenze già esistenti, la possibilità di diagnosi precoce e di terapie personalizzate per malattie come tumori o patologie celebrali. È questa la doppia “anima” che contraddistingue la nuova Officina farmaceutica 2.0 dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa che, dopo una sospensione di 5-6 anni, torna in campo nella produzione di radiofarmaci, ossia medicinali che includono uno o più isotopi radioattivi a scopo diagnostico e terapeutico. E questa volta non solo per i presìdi sanitari toscani, ma, grazie al partner industriale CuriumPharma, anche per l’Italia centro-settentrionale. In pratica una nuova versione, rivista e all’avanguardia, della precedente radiofarmacia (attiva dagli anni Ottanta), ristrutturata e ampliata grazie ad un investimento di circa un milione di euro, in prevalenza dal Cnr ma con il contributo della Fondazione Toscana “Gabriele Monasterio” e della Regione Toscana.
Un primato tutto pisano da conservare, visto che «siamo l’unico ente pubblico a produrre radiofarmaci ad uso clinico con certificazione della qualità», ricorda il direttore Cnr-Ifc Giorgio Iervasi. Ecco che allora nei laboratori si riprendono in mano i progetti, mentre già nella notte appena trascorsa è partita «la prima produzione del Fdg (fluorodesossiglugosio), il più usato nella diagnostica», continua Iervasi. «Ma nei prossimi mesi la produzione si estenderà anche ad altri radiofarmaci: a ottobre di quest’anno si partirà con la Fluorocolina, impiegata per il rilevamento del tumore prostatico, mentre dal 2022 sarà la volta di farmaci per la diagnosi di malattie degenerative come il Parkinson e per le metastasi ossee. Vorremmo poi riprendere lo studio legato alle malattie del sistema cardiovascolare e metabolico, un caposaldo di questo centro. Progetti che vanno tradotti nelle pratiche cliniche, portando sempre avanti la ricerca per promuovere la salute dei cittadini».
Presente anche Maria Chiara Carrozza, presidente nazionale del Cnr, arrivata, o meglio ritornata, a Pisa in occasione di un incontro con i direttori di dipartimento del Cnr. «Ho scelto come prima “uscita” questa città – ha spiegato la presidente da poco in carica – perché qui ho portato avanti un percorso di studi che mi ha resa quello che sono oggi. Al contempo Pisa è una città simbolica per il Cnr: è una delle più grandi aree di ricerca in Italia e qui vengono svolte studi fondamentali in tutti i campi, dalle biotecnologie alle scienze umane, oltre alla ricerca traslazionale, che appunto viene traslata in campi come la pratica clinica. E mai come ora la scienza può contare su così tante risorse e possibilità contemporaneamente».
Una ricerca e un’innovazione che a Pisa sono di casa. «Qui è nato Internet. Poi il mio sogno di ricercatrice – ha proseguito Carrozza – è di portare nella pubblica amministrazione un’evoluzione che dia ai cittadini la possibilità di avere piattaforme accessibili anche per istruzione e sanità, e non solo per l’intrattenimento. Il Cnr è pronto a contribuire, a fianco del governo, alla formazione degli insegnanti e dei ragazzi, mettendo a disposizione il nostro serbatoio di conoscenze. La transazione tecnologica ed ecologica, tra gli obiettivi del governo, pone tutti di fronte a delle nuove sfide, anche formative, da affrontare per entrare in questo secolo fino in fondo». —
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