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Lavori ad Avane per consolidare le sponde del fiume
VECCHIANO. Lavori di consolidamento arginale e operazioni di monitoraggio sugli argini in sinergia con la Regione , oltre a un apposito ordine del giorno approvato a maggioranza dal consiglio comunale. Sono queste le ultime iniziative, in ordine di tempo, messe a punto dall’amministrazione comunale di Vecchiano per la tutela e il rafforzamento arginale sul Serchio. «A partire dalla fine del 2019 la Regione – dicono il sindaco Massimiliano Angori e l’assessora alla difesa del suolo Sara Giannotti – ha avviato una serie di lavori di consolidamento arginale sul tratto vecchianese degli argini del fiume Serchio. In particolare ha terminato i lavori nella zona di Vecchiano-San Frediano, sono in fase di completamento i lavori tra Migliarino e Nodica; stanno per iniziare i lavori ad Avane in località Cortaccia, dopo aver eseguito lo spostamento della condotta idrica grazie all’impegno di Acque Spa. Sono in fase di progettazione i lavori di completamento e consolidamento di un ulteriore tratto tra Nodica e Malaventre».
Inoltre, nell’ultima seduta del consiglio comunale, il gruppo Insieme per Vecchiano ha proposto un ordine del giorno, approvato a maggioranza, che chiede al consiglio dei ministri e alla Regione Toscana di inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) il consolidamento arginale del fiume Serchio contro gli eventi con tempo di ritorno duecentennale, in modo da garantire sicurezza idraulica alle comunità che risiedono lungo l’asta del fiume.
«Il Pnrr infatti, presentato alla Commissione europea nell’ambito del Next generation Eu, rappresenta un’occasione unica per la ripresa, l’ammodernamento e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese e della stessa Unione Europea, in particolare per la tutela dell’ambiente e del territorio – dicono ancora –. Nel testo stesso del Pnrr viene messo l’accento sul fatto che la nostra penisola, nel suo complesso, sia particolarmente vulnerabile dal punto di vista della tenuta idrogeologica. Ecco che pianificare opere di prevenzione con tempo di ritorno duecentennale, rispetto a calamità quali alluvioni o esondazioni di corsi d’acqua, diviene indispensabile. Riteniamo che anche le arginature del Serchio del nostro territorio debbano rientrare in questo tipo di pianificazione sia per le comunità che vivono qui, sia per il tessuto imprenditoriale e la rete infrastrutturale di valenza nazionale che attraversa il nostro territorio». —
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