Il Tirreno

Pisa

rito abbreviato per l’ex generale celentano 

«Una goliardia blanda mai atti di nonnismo»

P.B.
«Una goliardia blanda mai atti di nonnismo»

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PISA. «Prima si fa e meglio è». Risponde così al cronista fuori dal Tribunale l’ex comandante della Folgore, il generale Enrico Celentano alla domanda sul processo chiesto dalla Procura a suo carico con l’accusa di favoreggiamento nell’omicidio Scieri.

«Sì, farò l’abbreviato» aggiunge l’ufficiale che sul concetto di nonnismo, allora imperante nelle caserme e che per l’accusa è il contesto in cui è maturato il delitto del 26enne siracusano, continua a tenere un profilo minimizzante. «La goliardia c’è sempre stata come nelle università – spiega l’ex comandante –. Ma non credevo si potesse arrivare a questo».

Il generale, 77 anni, fa un distinguo tra il primo e il dopo della Folgore. «Sono cambiati i tempi – aggiunge –. Un tempo c’era gente che faceva servizio nella Folgore per uno spirito di avventura, per dare sfogo alla propria esuberanza. Ora è diventato un lavoro. Per me era meglio prima». Sulla vicenda ammette che «avrei preferito non finisse in un processo. Non ho mai pensato che la morte di Scieri fosse avvenuta per colpa di altri come si legge dalle carte dell’accusa. Ho ancora dubbi perché non credo sia stato possibile. Ammesso che sia successo come dice la Procura cosa dovrei dire? Che quei tre non meritavano di far parte della Folgore». —

P.B.

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