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Pisa

«Nessuna violazione militare all’origine dell’omicidio Scieri»

P.B. ;
«Nessuna violazione militare all’origine dell’omicidio Scieri»

La cassazione: non fu nonnismo ma brutale violenza 

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delitto in caserma

«La contestazione della violazione dell’uso del telefonino non è per nulla acclarata e, anzi, è in apparenza smentita dai dati relativi ai tabulati del traffico telefonico».

Lo scrive la Cassazione a proposito del passaggio sostenuto dalla Procura militare secondo il quale Emanuele Scieri sarebbe stato sorpreso dai “nonni” la sera del 13 agosto 1999 dentro la caserma intento a telefonare. E per punirlo lo avrebbe picchiato fino a lasciarlo agonizzante dopo la caduta dalla torre di asciugatura dei paracadute. Per la Procura militare era un elemento a sostegno della violazione all’interno di un contesto militare di servizio e disciplina e quindi il caso doveva essere giudicato da un Tribunale militare.

La Suprema Corte ha spazzato via anche questo aggancio sostenendo che «l’esatta qualificazione della condotta risulta solo quella del reato di omicidio volontario assegnato alla giurisdizione del giudice ordinario». Non è “nonnismo” in divisa quello subìto da Scieri. Ma un atto di prevaricazione e sopraffazione che poteva accadere in qualunque altro luogo. Ancora gli ermellini romani: «A fronte di un fatto verificatosi nel momento in cui gli autori della condotta (destinatari di una licenza breve) e la vittima (appena rientrata dalla libera uscita), in assenza di precise relazioni funzionali dirette, per il tipo di collocazione delle rispettive figure nell’organigramma militare, non erano impegnati in attività di servizio e perciò si trovavano in caserma in abiti civili. La caserma, quindi, si presenta solo come il luogo in cui si verificava il fatto. Poste queste premesse, rimane privo di significato ogni riferimento alla violazione di doveri militari - e certamente prima ancora delle primarie regole di convivenza e di rispetto umano, a prescindere da ogni gerarchia istituzionale - insita in atti di spregiudicata e brutale violenza del genere di quelli configurati».

Domani alle 9,30 i tre imputati di omicidio volontario in concorso (Alessandro Panella, Luigi Zabara e Andrea Antico) e i due ex ufficiali (Enrico Celentano e Salvatore Romondia) che devono rispondere di favoreggiamento saranno davanti al gup Pietro Murano per scegliere il rito con il quale farsi giudicare. I due ex ufficiali hanno già annunciato che opteranno per il dibattimento. Probabile, ma non scontato il rito abbreviato per i tre accusati di aver ucciso Scieri la sera del 13 agosto 1999 nella Gamerra. —

P.B.

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