Il Tirreno

Pisa

Teatro del Silenzio, i primi dieci anni tra magìa ed emozioni

Paolo Falconi
Teatro del Silenzio, i primi dieci anni tra magìa ed emozioni

Il 16° scatto in omaggio domani per Valdera, Valdarno e Valdicecina immortala l’anniversario della straordinaria opera targata Bocelli 

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Metti un paesaggio dalle curve sinuose e dolci. Metti un silenzio che ti grida tutta la bellezza della natura intorno. Metti sette note che si moltiplicano dieci, mille, centomila volte fino a diventare una notte di note. Metti un manipolo di vip delle arti sui quali fa da impeccabile padrone di casa Andrea Bocelli. Ecco, se è la somma a fare il totale, come insegnava il principe Totò, il Teatro del Silenzio è questo. Scusate se è poco. Una vallata, poco fuori il borgo di Lajatico che per 364 giorni è una distesa di campi, ma che per un giorno (e una notte) infiamma le menti ed emoziona i cuori.

Una vallata con particolari qualità acustiche, un laghetto sormontato da un’imponente scultura e orlato da mattoni in granito, una scalinata degradante come platea; tutto il resto è quiete e natura. Tutto il resto è arte che si mescola alla curiosità e alla partecipazione del pubblico. Contato e contingentato. Non più di seimila persone.

Tutto nacque nel 2006. Un’idea e una scommessa. Una proposta e tanta creatività.

Su quelle colline senza soluzione di continuità alla sinistra del fiume Era, Lajatico con poco più di mille abitanti, balcone rispettoso verso le note Volterra e San Gimignano e la zona boracifera, esce dalla penombra e accende le luci come si fa a Hollywood. L’iniziativa piacque a tutti: alle istituzioni e alla gente, agli artisti e a chi artista non è. La Banca Popolare di Lajatico, il locale istituto di credito, diventò subito uno degli sponsor principali dell’evento che ancora era un’idea affidata agli architetti Alberto Bartalini e Alberto Bocelli, fratello di Andrea. Il palcoscenico vicino al laghetto in mezzo al quale, su un piedistallo, sarà posizionata in quella prima edizione, una gigantesca opera in vetroresina di Mitoraj. Aree a parcheggio di circa cinquemila metri quadrati, quattromila quelli dell'area scelta, rubata al silenzio per quella notte sul finire del mese di luglio; platea – sedie sul pavimento in tavole di legno – con circa duemilacinquecento posti, affiancata da due tribune, mentre altri spettatori potranno sedersi sul prato. Una spesa iniziale di circa 200mila euro, a carico dell'associazione Teatro del Silenzio, allestimento dello spettacolo circa 500mila euro, finanziato dalla stessa produzione di Bocelli.

«Se rompo il silenzio di questa terra con la mia voce – così saluta il pubblico Andrea Bocelli – lo faccio per rendere omaggio a questi luoghi e alla mia gente. La musica penetra la terra, la percorre e vola lontanissima. È un messaggio d’amore».

Nelle poltronissime, vip del calibro di Marcello Lippi dal prato mondiale di Berlino e l'ex arbitro Pierluigi Collina e consorte, la principessa Guicciardini Strozzi e gran parte della nobiltà fiorentina, il ciclista Alessandro Petacchi, la biondissima Natalie Caldonazzo. Con l'orchestra del maestro Marcello Rota il tenore comincia a stregare il pubblico con “Cavalleria Rusticana” che infiamma anche chi italiano non è.

L’anno successivo sarà il Grande Sole di Arnaldo Pomodoro a splendere in piena notte su quel Teatro. Piace il duetto con Elisa, incantano i musicisti: il pianista Lang Lang coi suoi virtuosismi, Kenny G con la poesia del suo sax che continuano uno spettacolo aperto sulle note di Melodramma, tratto dall'album Cieli di Toscana, con la voce fuoricampo di Giorgio Albertazzi che legge un testo di Dino Carlesi. Nel 2008 identico parterre d'eccezione: il premio Oscar Nicola Piovani, dirige l'Orchestra Sinfonietta di Roma, l'Etoile Roberto Bolle, Noa e la giovanissima star filippina Charice, già definita negli Stati Uniti la nuova Whitney Houston.

Nel corso degli anni sono tanti i vip davanti o su quel palco. Nell’edizione del decennale, il 2005 appunto, c’è il ritorno di Elisa (c’era stata nel 2007) e di Renato Zero (già nel 2011), e poi Gianna Nannini e i Due Cellos, solo per ricordare i nomi più illustri.

È il 2019 quando pioggia e fango spodestano le star e viene annullato il mega show per il nubifragio che si abbatte sull’Alta Valdera. L’anno scorso sappiamo tutti perché non si sono accese le luci su quel palco e la vallata è rimasta bruciata dal sole nella stagione estiva e verdeggiante in primavera. —Paolo Falconi

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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