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Pisa

l’annuncio choc di profumo 

Preoccupa il piano di Leonardo per far “dimagrire” le aziende

D.R.
Preoccupa il piano di Leonardo per far “dimagrire” le aziende

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pisa. Riduzione di undici siti produttivi della divisione Elettronica, mille lavoratori in meno nella divisione Aerostrutture e ipotesi di dismissione della Bu Automazione, il ramo d'azienda operante nell'automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti.

Il piano dimagrante di Leonardo, annunciato nei giorni scorsi dall'amministratore delegato Alessandro Profumo, mette in allarme anche i lavoratori pisani del gruppo, uno dei principali a livello mondiale nei settori dell’aerospazio, difesa e sicurezza. La riorganizzazione ipotizzata «per migliorare l’efficienza industriale» potrebbe abbattersi anche sui circa cinquanta dipendenti impiegati nel sito della divisione Elettronica di Ospedaletto, uno dei due a marchio Leonardo operanti su Pisa (l'altro, della divisione Elicotteri, non rischia di essere incluso in eventuali piani di ristrutturazione).

«L'annuncio dell'amministratore delegato desta molta preoccupazione per la sorte di tutta Leonardo – l'allarme della Rsu e della Fiom-Cgil di Pisa –. Nel sito pisano, in cui opera in maniera prevalente la divisione Elettronica, stiamo assistendo negli ultimi anni ad un’estrema frammentazione delle attività, con continui ricollocamenti dei lavoratori su progetti di corto respiro e di sola manutenzione per coprire la mancanza di commesse riferite ai principali obiettivi della sede».

Lo stabilimento, attivo da oltre due decenni, è stato più volte sottoposto a riorganizzazioni, ma ha sempre resistito a manovre di smantellamento e di ridimensionamento. Se concretizzato, il piano potrebbe portare alla chiusura del sito pisano e al trasferimento dell'intero organico. «Durante i 21 anni di presenza a Pisa abbiamo visto cambi di sede e accorpamenti, ma sempre con una prospettiva lavorativa di vasta progettualità, non siamo quindi disponibili a discutere di eventuali razionalizzazioni dello stabilimento», sottolineano la Rsu e la Fiom chiedendo l'istituzione di un tavolo nazionale per affrontare l'eventuale ristrutturazione aziendale che dovrebbe materializzarsi nell'arco di due anni. —

D.R.

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