Italia
Infermiera positiva, quattro piccoli pazienti finiscono in quarantena
pisa. Quando ha saputo di essere positiva ha informato subito il reparto. E a quel punto per i piccoli pazienti che erano entrati in contatto con l’infermiera è scattata la quarantena.
È successo nei giorni scorsi a pediatria dove un’infermiera, che aveva scelto di non vaccinarsi, è andata ad ingrossare le fila dei contagiati.
Al momento la situazione è sotto controllo. Non ci sono altri casi di positività tra colleghi e i bimbi stanno bene. Due sono rimasti al Santa Chiara, mentre altri due sono andati a casa. Tutti vengono monitorati per seguire l’insorgere di eventuali sintomi che a ieri non si erano manifestati.
Il professor Diego Peroni è il responsabile dell’unità operativa di Pediatria del Santa Chiara.
«Siamo abbastanza tranquilli – spiega il primario –. L’infermiera ha lavorato con i dispositivi che doveva indossare. Non parlerei di incoscienza sul posto di lavoro. È presto per fornire dati definitivi visto che dobbiamo attendere dieci giorni a partire da venerdì. Da quel giorno la situazione è assolutamente sotto controllo e i bimbi, soprattutto, stanno bene».
Il professore sottolinea che la protezione individuale del personale sanitario svolge una funzione di garanzia anche per i degenti.
«Non abbiamo altri casi di positività in reparto tra i colleghi dell’infermiera e tra i bambini – aggiunge Peroni –. Ed è la dimostrazione che i dispositivi sono efficaci».
L’infermiera, con sintomi lievi, si trova in isolamento domiciliare. Non aveva aderito alla campagna vaccinale e gli effetti del contagio hanno creato un problema in Pediatria.
Il primo pensiero va ai piccoli in quarantena. L’assenza di altri positivi rincuora il personale.
La direzione generale dell’Azienda ospedaliera «non entra nel merito non essendo tenuta a conoscere lo stato vaccinale del singolo dipendente – si legge in una nota –. Dal primo aprile scorso è tuttavia entrato in vigore il decreto legge 44 che ha reso la vaccinazione anti Sars-CoV2 obbligatoria per gli operatori socio-sanitari ragion per cui, una volta acquisiti e inviati i flussi vaccinali in Regione, quest’ultima effettuerà le necessarie verifiche e successivamente potranno essere adottati gli eventuali adempimenti previsti dall’attuazione del decreto».
Anche se l’infermiera avesse voluto fare il vaccino dopo il primo aprile non avrebbe fatto in tempo a mettersi in regola. L’ultimo turno di lavoro è stato venerdì 2 aprile con la comunicazione della positività sabato 3.
Se decidesse di non vaccinarsi neanche dopo la fine dell’isolamento, potrebbe essere spostata dal reparto e messa a lavorare in un settore in cui non è previsto il contatto con l’utenza. —
P.B.
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