Ghimenti scrive a Draghi «Serve un nuovo piano di aiuti»
calci. Il punto di partenza della riflessione è un dato numerico, quello relativo all’aumento esponenziale sul territorio di Calci delle richieste per i buoni alimentari, passate dalle 25 del pre-pandemia alle attuali circa 130. Una chiara prova di come il protrarsi dell’emergenza coronavirus significhi crisi economica per una fascia sempre più ampia di popolazione. E per questo motivo, all’indomani del ritorno in zona rossa della Toscana, il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti ha deciso di rivolgere un appello al governo e al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi per l’adozione di nuove misure di aiuto per famiglie e imprese in difficoltà.
«Siamo consapevoli della complessità della situazione che ha richiesto normative stringenti e, in alcuni periodi, ho varato addirittura misure più restrittive di carattere locale per favorire il rispetto delle norme di prevenzione – afferma il sindaco – ma non possiamo non sottolineare come sia assolutamente urgente e indifferibile, parallelamente a tali divieti, varare misure di sussidio economico per le attività e le imprese più colpite e che esse siano adeguate alla drammaticità di alcune situazioni di settori quali il turismo (ed il relativo indotto), la ristorazione, la cultura, il mondo dello sport, molte attività di cura della persona (nuovamente sottoposte a chiusure per la zona rossa) e tantissime altre categorie di imprese e professionisti».
In questo lunghissimo e drammatico anno di pandemia il governo ha infatti inviato ai Comuni le risorse per due misure di “buoni spesa” emergenziali, una a marzo 2020, l’altra a fine novembre 2020. «I Comuni hanno risposto distribuendo queste risorse sui territori ma, vista la crescita del bisogno registrata anche all’interno del nostro paese – prosegue il sindaco – abbiamo sentito il dovere, come Comune, di varare misure aggiuntive, in un primo momento chiedendo un contributo alla Fondazione Pisa e, in un secondo momento, stanziando risorse del bilancio comunale e del cosiddetto “fondone” messo a disposizione da Palazzo Chigi, oltre a risorse dell’ente». Ecco, dunque, dopo aver caldeggiato le misure di aiuto, le richieste e le proposte concrete avanzate dal sindaco relative ai fondi perché sia possibile per i Comuni varare ulteriori aiuti sul territorio. Il governo, secondo Ghimenti, dovrebbe comunicare in anticipo tempi e quantità di erogazione di buoni spesa «così da consentire ai Comuni di potersi organizzare al meglio rendendo questa operazione strutturata, fluida e al tempo stesso dinamica per poter rispondere alle situazioni di fragilità – precisa Ghimenti –. Inoltre, dovrebbe garantire la facoltà da parte dei Comuni di disporre di un nuovo “fondone” anche nel 2021 utilizzabile anche per altre misure di aiuto sul territorio. In questo modo ogni ente locale potrebbe predisporre un calendario di aiuti concreto e continuativo per i mesi a venire». Inoltre, il governo «dovrebbe dare risorse ai Comuni per la gestione della pandemia evitando di richiedere un farraginoso e complesso lavoro di rendicontazione previsto dal cosiddetto “fondone” che andrebbe a ricadere sugli uffici comunali, già oberati da numerosi adempimenti burocratici, e quindi sulla capacità di azione generale dei Comuni». —
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