Italia
«La consigliera non può più parlare per la Lega»
Il capogruppo Cognetti contro Emanuela Dini, lei ribatte: non sono tesserata, ma non posso essere imbavagliata
PISA. «Non posso essere espulsa o imbavagliata senza una giustificazione e nemmeno posso essere costretta a migrare nel gruppo misto o all’opposizione», dice la consigliera comunale Emanuela Dini, eletta con la Lega. Ad inizio seduta il capogruppo del Carroccio, Paolo Cognetti, ha annunciato: «Non essendo più tesserata per la Lega, la consigliera non potrà più parlare a nome del partito in consiglio comunale» .
«È stato un fulmine a ciel sereno – ribatte Dini –. Se Cognetti vuole espellermi indica una conferenza stampa e giustifichi questa mia espulsione, questo voler mettere un bavaglio che rifiuto: parlerò sempre in consiglio comunale come consigliera in primis e come consigliera del gruppo a cui appartengo perché ho un vincolo di mandato. Non so se questo sia ben chiaro a qualcuno o disturbi qualcuno». È molto amareggiata la consigliera Dini: non se lo spiega e non se ne capacita. Fatto sta che ieri ha subito votato un ordine del giorno della minoranza. Che sia già un primo segnale di un definitivo distacco dal gruppo leghista? «Niente affatto. Sono una delle poche che gli atti li legge tutti e con attenzione. Se sono d’accordo con un ordine del giorno lo voto in coscienza». Emerge una posizione di Dini quasi da “indipendente” all’interno del gruppo leghista. Fatto sta che la dichiarazione di Cognetti è stata coram populo, o come dicono alcuni consiglieri dell’opposizione, troppo plateale. L’uscita di Cognetti è stata subito stigmatizzata dal capogruppo del Pd, Matteo Trapani: «La Lega continua con il bavaglio: il capogruppo in consiglio comunale annuncia l’espulsione della consigliera Dini dal gruppo Lega. Lo fa in un modo pubblico, in diretta streaming e in modo ingeneroso e scomposto. Solidarietà ad Emanuela che non si merita questo comportamento allo sbaraglio. Lo dico con sincerità e cioè che questo atto è di un’inutilità, irragionevolezza e violenza inaudita».
All’interno della Lega quel che si fa strada è che Dini non si è tesserata (dal gennaio 2020) per non essere espulsa. Al tempo stesso va ricordato che la conigliera è stata oggetto di body shaming da parte di Laura Barsotti, collega di partito e di scranno in consiglio comunale. Volarono oltre alle repliche alla Barsotti anche una querela ed è notorio che per statuto della Lega i tesserati non si possono denunciare tra loro. I tesserati però. E Dini la tessera non ce l’ha. —
Carlo Venturini
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