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La Casa della donna assegna i premi intitolati a Paola Bora
pisa. Commozione e gioia hanno permeato la cerimonia di assegnazione del primo “Premio Paola Bora”, promosso dalla Casa della Donna di Pisa la cui consegna si è svolta scorsi nella sala Azzurra della Scuola Normale.
Il premio per tesi di laurea e dottorato dedicato agli studi di genere in filosofia, storia, antropologia e letteratura è un’iniziativa sostenuta dalle figlie e sorelle di Paola Bora, dai Comitati unici di garanzia per le pari opportunità della Scuola Normale Superiore, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna e patrocinata dalla Società italiana delle Storiche. L’idea è quella di rendere omaggio alla memoria della studiosa e attivista femminista Paola Bora che, oltre ad essere stata presidente dell’associazione Casa della Donna di Pisa dall’aprile 2011 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2015, è stata docente di antropologia filosofica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e di antropologia di genere presso l’Università di Pisa. Inoltre il premio si propone come un propulsore nell’incoraggiare l’approfondimento degli studi legati alle tematiche di genere. Il bando ha riscosso grande interesse. Le tesi candidate al premio sono state 72, provenienti da ben 19 atenei italiani. Gaia Pasini, per la categoria tesi di laurea, Teresa Bernardi e Virginia Niri, ex aequo per la categoria tesi di dottorato, sono le tre le vincitrici di questa edizione, alle quali è andato un riconoscimento di 3.000 euro.
«Siamo felici di poter premiare oggi tre studiose così valenti e di poterlo fare con un premio alla memoria della nostra cara amica Paola Bora – ha detto Carla Pochini presidente della Casa della donna –La nostra associazione e tutto il femminismo pisano devono molto a Paola Bora, donna straordinaria che nella vita e nello studio, come abbiamo scritto nel bando, ha saputo coniugare pensiero teorico e pratica politica con uno sguardo sempre attento al nuovo». In diretta streaming sono intervenute anche le figlie di Paola Bora, Arianna ed Elena. Giovanna Zitiello, del consiglio direttivo della Casa della donna, ha ricordato la figura di Paola e il suo contributo alla Casa. Si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità dei tre atenei pisani, Stefania Pastore della Scuola Normale, Elettra Stradella dell’Università di Pisa e Calogero Maria Oddo della Scuola Sant’Anna. Un premio che, senza dubbio, ha svelato la ricchezza degli argomenti che possono essere trattati partendo dalla prospettiva femminista e di genere. «Dall’anatomia e la medicina nel ‘400 alla violenza ostetrica contemporanea, dal rapporto tra donna e scienza alle reti di migrazione femminile in Italia, dalla nascita dei consultori nella Torino del ’68 al ruolo delle donne cinesi nella guerra di resistenza contro il Giappone. Storie di giornaliste partigiane – ha illustrato Stefania Pastore – e di donne vissute durante i regimi di schiavitù e dittatoriali nelle Americhe. Naturalmente, tante le tesi dedicate ad argomenti al centro del dibattito italiano degli ultimi anni». A selezionare le tesi vincitrici una commissione composta da studiose dei tre atenei pisani e della Società Italiana delle Storiche, e da due rappresentanti della Casa della donna. —
Amanda Fincatti
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