Il presidio
Didattica in presenza negata a bimba disabile. E i compagni scioperano
Pisa, la piccola e altri 11 bimbi assenti dalle lezioni on line per protesta. La madre: "La scuola mi ha detto di avere problemi organizzativi"
PISA. Impossibile fare lezione in presenza «per semplici motivi organizzativi». Anche se ne ha pienamente diritto. Così si è sentita rispondere la madre di una bambina con disabilità, dalla dirigenza dell’Istituto comprensivo Galileo Galilei di Pisa. Di semplice, in realtà, c’è ben poco in questa vicenda che la donna ha voluto raccontare al nostro giornale. La richiesta della madre indirizzata al Galilei, era quella in linea col Dpcm del 2 marzo e cioè che gli alunni con disabilità e con esigenze educative speciali possono fare lezione in presenza. Possibilità negata alla sua bimba di sei anni con il risultato che la madre della piccola, per protesta e per rivendicare i suoi diritti, in questi giorni sta segnando la figlia come assente. Il suo gesto, la sua esasperazione per il mancato rispetto del diritto all’inclusione e quindi all’istruzione vera e completa e cioè in presenza, hanno trovato una immediata sponda solidale in undici genitori che a loro volta hanno segnato i propri figli come assenti, scollegandoli dalla didattica a distanza (Dad).
«Ho solo chiesto che venissero rispettate le regole, regole già note da molto tempo. Non solo mia figlia aveva tutto il diritto di stare in classe ma anche quello di socializzare e di fare gruppo con altri compagni della sua classe che a turno potevano e dovevano stare con lei» racconta . Sì perché il Dpcm prevede non solo che l’alunno con disabilità possa stare in classe ma che con lui ci stiano dei compagni per evitare l’umiliazione e l’isolamento della loro diversità. «Alle scuole Fucini in questo momento c’è una classe con un disabile e tre suoi compagni che stanno in presenza, con lui»: torna sull’argomento la mamma che è anche insegnante. «Mi sono informata e tutte le scuole da me contattate si sono adeguate per tempo dall’istituto Gamerra, al Niccolo Pisano di Marina, alle Fibonacci, alle Fucini. Gli unici che non hanno avuto il tempo di adeguarsi, sono proprio qui al Galilei». Sempre per solidarietà alla bambina ed alla sua famiglia, è stata mandata una lettera firmata da circa 50 genitori al referente scolastico per l’inclusione, l’ufficio scolastico provinciale oltre alla dirigenza dell’Istituto. Nella missiva, si legge: «Riteniamo inaccettabile che la scuola, a differenza di altri istituti comprensivi di Pisa, non si sia organizzata per tempo garantendo la didattica in presenza per i giorni 29 e 30 di marzo secondo le modalità indicate nel Dpcm del 2 marzo 202, meglio precisate nella nota ministeriale n°662 del 12 marzo dal momento che la Toscana da tre settimane presentava il rischio imminente di passaggio da zona arancione a zona rossa».
«Tutti sapevano che saremmo diventati zona rossa e soprattutto non è detto che dal 6 aprile le cose migliorino»: continua la madre. La lettera si conclude così: «Chiediamo inoltre che dal 7 aprile prossimo, nel caso non dovesse ripartire la didattica in presenza per tutti gli alunni, sia assicurata la presenza per gli alunni con bisogni educativi speciali con il coinvolgimento di piccoli gruppi di compagni di classe a rotazione, come previsto dal Dpcm del 2 marzo». Il genitori solidali, assieme alla madre della bambina disabile dichiarano: «L’esperienza dello scorso anno ci ha dimostrato che la didattica a distanza non è adeguata per i bambini con bisogni educativi speciali viste le difficoltà di attenzione, concentrazione, linguistiche ed espressive che li caratterizzano. La didattica a distanza, inoltre, non consente l’inclusione, diritto imprescindibile di questi bambini».
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