Il Tirreno

Pisa

contagi e vaccini 

Ancora due morti Intanto i medici di base replicano a Giani

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PISA. Ancora due vittime a causa del Covid-19 in provincia di Pisa. Si tratta di Furio Casini, 86 anni, di San Giuliano Terme e Livietta Cosci, 97 anni di Pisa. Ieri i nuovi contagi registrati nel territorio sono stati 151, una cifra identica a quella del giorno precedente. L’area Pisana ha registrato 45 contagi: Cascina 8, Fauglia 1, Pisa 22, San Giuliano Terme 8, Vecchiano 2, Vicopisano 4. Sono invece 50 i nuovi positivi in Alta Valdicecina e Valdera: Buti 4, Calcinaia 2, Capannoli 2, Casciana Terme Lari 8, Castelnuovo Valdicecina 1, Montecatini Valdicecina 1, Ponsacco 12, Pontedera 9, Santa Maria a Monte 11. A questi si aggiungo i due contagi rilevati a Castellina Marittima, i tre a Guardistallo, i sei di Montescudaioe i 45 nel comprensorio del Cuoio: Castelfranco di Sotto 10, Montopoli in Val d'Arno 11, San Miniato 16 e Santa Croce 8.

Dati preoccupanti che si aggiungono alla polemica sulle vaccinazioni. La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) sezione di Pisa, ha espresso sorpresa e sconcerto per quanto affermato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha chiamato in causa i medici di famiglia: «In ritardo sugli ultra ottantenni anche perché ci siamo affidati ai medici di famiglia».

«I medici di medicina generale si sono messi in gioco nella più complessa vaccinazione di sempre ma per settimane hanno avuto dalla Regione Toscana solo 6 dosi ogni sette giorni per giunta tra le mille difficoltà causate da una procedura informatica complicata per poterli ricevere – è la replica della Fimmg –. Tutte le dosi assegnate ai medici di base sono state somministrate pur in carenza di spazi nelle strutture e di personale ausiliario. I ritardi sulla vaccinazione degli ultraottantenni sono frutto delle scelte della Regione che ha deciso di far vaccinare prima, anche con buone ragioni, altre categorie. Le scelte fatte per tutela di sanità pubblica devono essere sostenute rivendicandone la correttezza, non incolpando delle conseguenze chi, senza alcuna responsabilità per i ritardi, sta impegnandosi oltre ogni limite tra indicibili difficoltà. Non è accettabile essere oggetto di accuse». —

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