Meteo
«Su Ghezzano abbiamo rispettato la legge»
Il sindaco Sergio di Maio interviene sul contenzioso nato intorno all’utilizzo dei terreni per il cimitero
san giuliano terme. Non si placa il dibattito intorno all’occupazione dei terreni sui quali è stato edificato il cimitero di Ghezzano al centro di un contenzioso legale, in sede amministrativa e poi anche penale, recentemente concluso con l’archiviazione – di fronte al giudice penale – della pozione relativa al primo cittadino di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio.
Dopo le accuse del proprietario dei terreni, Carlo Centurione Scotto, che ha puntato il dito contro il Comune perché i terreni utilizzati per l’ampliamento del cimitero non sarebbero stati adeguatamente pagati, è di nuovo il sindaco del Comune termale a intervenire per spiegare la posizione dell’amministrazione comunale.
«Leggere le precisazioni del signor Carlo Filippo Centurione Scotto Cattaneo ci riporta in un’epoca nella quale il nobile proprietario terriero graziosamente concedeva ai villici le aree per la sepoltura dei propri cari, ma evidentemente e fortunatamente quel periodo storico è da secoli superato. Non è infatti grazie al “senso civico e morale” del signor Centurione che il Comune ha potuto realizzare l’ampliamento del cimitero di Ghezzano, ma grazie alle leggi dello Stato che prevedono che i terreni posti intorno al cimitero siano vincolati a fini sanitari e per eventuali ampliamenti» afferma Di Maio.
«E proprio per realizzare quell’ampliamento il Comune, a metà anni Ottanta, avviò il procedimento e concordò con il signor Centurione la cessione bonaria, ma egli, che all’epoca viveva a Milano, non si presentò mai dal notaio. Dopo più di trent’anni il signor Centurione, tornato a vivere a San Giuliano Terme, ha richiesto al Comune la restituzione del cimitero o il pagamento dell’indennità. E sempre grazie alla legge dello Stato, a fine 2012 l’area è stata formalmente e definitivamente acquisita al patrimonio del Comune e la relativa indennità è stata versata sul conto corrente del signor Centurione il 6 febbraio 2013. Nonostante ciò, il signor Centurione ha contestato anche l’acquisizione sanante del 2012 introducendo una prima causa davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato, dove il Comune è risultato vincitore e il signor Centurione è stato condannato a pagare le spese legali e altre due cause davanti al tribunale e alla Corte d’Appello, tutt’ora pendenti, dove contesta la misura dell’indennità di esproprio».
Una contestazione che non si è limitata al piano amministrativo. «Non solo, però, il signor Centurione ha denunciato alla Procura della Repubblica cinque sindaci e cinque funzionari comunali per il reato di invasione di terreni portando come dimostrazione della consumazione del reato dei disegni fatti da lui stesso con la matita senza alcuna misura strumentale» prosegue ancora il primo cittadino che poi ricorda come «il procedimento penale, che ha arrecato grave danno anche personale agli amministratori e ai funzionari, è stato archiviato» come dato notizia alcuni giorni fa.
«Allo stato pertanto risulta chiaro che l’amministrazione abbia sempre operato nel rispetto della legge e che l’unica ulteriore valutazione possibile riguarda al massimo la misura dell’indennità. Sul quantum dell’indennità spettante deciderà un giudice – conclude Di Maio – sul “senso civico e morale” l’opinione pubblica». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
