Italia
Cimitero di Ghezzano, il proprietario dei terreni: «Mai pagato dal Comune»
SAN GIULIANO. «Il sindaco di San Giuliano Terme si è sentito in dovere di spiegare ai cittadini la completa legittimità di tutte le procedure attuate dal Comune per l’ampliamento del cimitero di Ghezzano per 4.050 metri quadrati deliberato dal consiglio comunale nel lontano 13 giugno 1983, ed oggi non ancora concluse, ma ora voglio spiegare anche le mie ragioni».
A parlare è Carlo Centurione Scotto, proprietario dell’area che ospita e circonda il camposanto.
Il punto è quello che sta a monte all’archiviazione del procedimento penale contro il sindaco Di Maio e altri per l’occupazione dei terreni su cui sorge il cimitero. Una diatriba legale che si trascina da anni e che verte sostanzialmente sugli espropri da liquidare.
«In pratica risulto proprietario della quasi totalità del cimitero di Ghezzano, 7.900 metri quadrati: (4.050 +2.650 +1.200), sul quale pago regolarmente le tasse, ma che è in uso dal 1986 al Comune, che incassa regolarmente i tributi per le concessioni per cappelle e colombari – afferma Centurione Scotto –. Il cimitero di Ghezzano è contornato dai campi di proprietà dello scrivente, che non si è mai opposto all’ampliamento del cimitero, per un senso civico e morale, ma ha semplicemente sempre preteso e combattuto affinché anche il Comune seguisse le leggi. A seguito della delibera n. 350 del 1983 il Comune occupa e fraziona un’area di 4.050 metri quadrati dello scrivente, per l’ampliamento, senza emettere alcun regolare provvedimento di legge; solo nel 2012, dopo quasi 30 anni e a seguito della prima denuncia penale, e proprio pochi giorni prima dell’ultima udienza penale, decise di procedere all’acquisizione sanante, avendo già costruito gran parte del cimitero, con una delibera, senza però poi procedere all’acquisizione dell’area secondo legge. Tanto che la particella è rimasta ed è ancora di proprietà privata intestata al sottoscritto, FG89 particelle 347 ».
Secondo il proprietario dell’area «nonostante i vari tentativi e i colloqui intercorsi tra il sottoscritto e i sindaci che si sono succeduti e nonostante le cause civili in atto che ho dovuto intraprendere per poter ottenere o la restituzione della terra o il dovuto ristoro ex lege, nessuno ha mai valutato di definire la questione, nessuno ha mai deciso di essere colui che metteva a bilancio le somme dovute per regolarizzare la situazione, eppure tutti hanno risposto all’appello dei cittadini per le comprensibili esigenze di ampliare il cimitero e incassare i notevoli tributi delle concessioni, ancor oggi realizzate su terreno privato! Il Comune, così dal 1986, incassa denaro per i terreni occupati, non acquistati e illegittimamente trasformati, sia dal proprietario sia dai cittadini che danno sepoltura ai loro cari». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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